Pubblicato il 19/11/2008 – Commenti: 0
FORUM ASSOCIAZIONI, SEDUTA DEL 18 NOVEMBRE /2
Parere della Rete su “cittadinanza e costituzione”
Il forum odierno si riunisce per discutere sui documenti relativi a “Cittadinanza e costituzione”, il nuovo insegnamento introdotto dalla legge 169/2008.
L’introduzione di tale disciplina, o meglio, la ridefinizione dell’insegnamento denominato “Educazione Civica” risponde ad una serie di sollecitazioni provenienti sia dal mondo della scuola che dal contesto socio-economico. Alcuni fenomeni come l’interculturalità, la globalizzazione, il bullismo costituiscono, con gradi diversi di importanza, parte di queste sollecitazioni.
A sessant’anni dalla nascita, riscoprire l’attualità della Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza e dei valori che incarna è assolutamente necessario, anche alla luce dei recenti fatti di cronaca (si pensi agli incidenti di Piazza Navona e alla rinascita di formazioni neofasciste e postfasciste e alla loro capacità di coinvolgimento tra i giovani).
Frutto della mancanza dell’insegnamento di tale disciplina è l’ignoranza delle pratiche della convivenza civile e di regole e valori della nostra Costituzione. Ignoranza che risulta essere presente non solo tra i più giovani, come si potrebbe pensare leggendo le linee guida proposte dal Ministero, ma anche in tanta parte della .
Basti come esempio quanto successo in occasione dell’approvazione dei decreti con cui questo provvedimento è diventato norma vigente. L’abuso del Decreto Legge da parte del Governo dimostra l’evidente ignoranza dei meccanismi della nostra Costituzione in riferimento all’utilizzo degli strumenti tipici del fenomeno normativo.
Essendo stati convocati per discutere e provvedere all’integrazione dei documenti, esprimiamo come Rete degli Studenti Medi, il nostro punto di vista, ferma restando la nostra convinzione che, a prescindere dalla riconosciuta utilità della materia in esame, sia stato utilizzato un metodo non adeguato, che non ha tenuto conto del parere degli studenti e del mondo della scuola in fase di scrittura dei provvedimenti. Inoltre, nella definizione del progetto, il ministero sembra aver dimenticato l’autonomia delle scuole, definendo strettamente tempi modi e metodologie didattiche.
Soffermiamo la nostra analisi sul PROGETTO DI SPERIMENTAZIONE NAZIONALE sull’INSEGNAMENTO DI CITTADINANZA E COSTITUZIONE, documento che traccia una serie di punti propositivi rispetto alle linee programmatiche della sperimentazione definite nell’allegato “Bozza per le linee guida per l’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione”.
In prima istanza riteniamo fondamentale sciogliere gli evidenti dubbi riguardo alla tempistica dell’applicazione dei provvedimenti. Ci chiediamo come sia possibile proporre, ad anno scolastico iniziato, l’implementazione del curricolo di studi con l’introduzione di una materia non definita nell’offerta formativa e non prevista nei piani di spesa delle singole scuole, anche se solo per le scuole aderenti alla sperimentazione nel corrente a.s..
Vista l’insoddisfacente esperienza del precedente insegnamento dell’educazione civica, sempre lasciata ai margini dei programmi scolastici, condividiamo la necessità di dare pari dignità a questa materia, con un proprio curricolo e monte orario autonomo.
Devono essere inoltre previste, sia in orario curricolare che extracurricolare, attività laboratoriali finalizzate a creare un coinvolgimento diretto degli studenti, atte a produrre esperienze creative di messa in pratica di quanto discusso durante le ore di lezione frontali.
E’ impensabile delineare uno studio puramente teorico della materia “Cittadinanza e Costituzione”, che invece deve essere legato alla pratica quotidiana della convivenza civile, a partire dalla valorizzazione delle esperienze in cui lo studente è inserito. Non solo quindi esperienze legate al proprio status di cittadino o, eventualmente, di lavoratore, ma prioritariamente quelle riguardanti l’ordinamento scolastico, eliminando barriere autoritarie e burocratiche che impediscono una concreta, attiva e consapevole partecipazione degli studenti alla vita della comunità scolastica.
In particolare, se davvero il Ministero riscontra la necessità di rendere questo studio trasversale alle singole materie, deve essere previsto che la condivisione di obiettivi e modalità di insegnamento della materia avvenga non solo tra i docenti, ma anche tra studenti e tra studenti e docenti.