Pubblicato il 22/01/2009 – Commenti: 0
REGOLAMENTI GELMINI: I TAGLI DIVENTANO REALTA’
I tagli colpiscono la nostra scuola già da quest’anno, ma qualcosa si può fare per fermarli
“Per la prima volta in Italia dopo la Riforma Gentile del 1923, si mette mano alla scuola con una riforma organica di tutti i cicli”.
Così il ministro Gelmini introduce i 4 regolamenti attuativi dell’articolo 64 della legge 133. Il consiglio dei ministri ha approvato due dei 4 regolamenti: quello sul primo ciclo dell’istruzione e quello sul ridimensionamento della rete scolastica e degli organici. finaQuest’ultimo è quello che mette in pratica il piano di tagli del Governo. Vediamo allora, fuori dalla demagogia ministeriale, che cosa succede nelle nostre scuole e, soprattutto, cosa possiamo fare per fermare alcuni effetti dei regolamenti.
1. Regolamento sul “dimensionamento”
Per la Gelmini “dimensionare” significa “tagliare”. Leggendo l’introduzione del decreto a prima vista ci troviamo davanti ad un “nuovo” modello didattico e organizzativo centralista, che deruba le scuole della loro competenza esclusiva riguardo i modelli di organizzazione didattica, infischiandosene delle norme sull’autonomia scolastica (dpr 275/99).
Nel Regolamento sulla rete scolastica e le risorse umane il Ministero arroga a sé competenze delle Regioni e degli Enti Locali, legiferando sui criteri di loro competenza esclusiva secondo il titolo V della Costituzione.
La cosiddetta razionalizzazione ed essenzializzazione dei punti di erogazione del servizio scolastico (le sedi delle scuole) si basa sulla chiusura e il conseguente accorpamento delle scuole che non raggiungano in termini assoluti determinati livelli di popolazione studentesca. In realtà è un evidente attacco al diritto allo studio: gli studenti saranno fortemente penalizzati dalla chiusura delle proprie scuole e dalla mancanza di un piano di finanziamenti che garantisca loro la mobilità verso le nuove sedi
2. Regolamento sulla scuola primaria
Non è consueto che un’associazione di rappresentanza degli studenti delle superiori si occupi della scuola primaria, e infatti lo faremo soprattutto appoggiandoci alle competenze e alle iniziative di chi questo mondo lo segue da vicino.
Il grande movimento di questo autunno ha avuto nelle proteste dei genitori e delle maestre della primaria un punto di inizio e una forza continua, dovuto al fatto che la scuola primaria è riconosciuta da tutti come un ente fondamentale, ed è forse quella a cui l’opinione pubblica tiene di più.
Sta di fatto che, anche nei comitati locali che continuano a farsi promotori della protesta, genitori e docenti della primaria sono molto attivi, ecco perché sapere quali sono i cambiamenti e quali saranno le azioni possibili.
I contenuti del decreto (scheda)
L’iniziativa del Cordinamento Genitori Democratici