Successo delle mobilitazioni del 9 ottobre!
Al via l’autunno vicentino..
La Meloni fa un appello ai docenti, ma è il governo che ha sbagliato tutto
Per i privatisti trattamento di favore per l’accesso all’esame di stato
La cronaca di una grande giornata di protesta…
Pubblicato il 18/06/2009 – Commenti: 0
OCSE E BOCCIATURE: I CONTI NON TORNANO
Dopo la bocciatura dell’OCSE alla Gelmini, arrivano le bocciature vere, ma qualcosa non quadra
SCUOLE PRIVATE: LA GELMINI HA UN DISEGNO PRECISO
ANCHE IL GOVERNATORE DELLA BANCA D’ITALIA BOCCIA LA GELMINI
Proprio qualche giorno fa il ministro Meloni, dimenticandosi di aver firmato in consiglio dei ministri la nuova riforma della valutazione che liberalizza l’uso del 5 in condotta, faceva un appello ai docenti per evitare di bocciare troppo.
I primi dati del ministero invece dicono che quest’anno le bocciature sono aumentate quasi dle 2% e che molte di esse sono dovute al 5 in condotta. 5 in condotta che, visto che il nuovo regolamento è stato approvato il 28 maggio, per quest’anno poteva essere dato solo con la sospensione dei 15 giorni.
Ecco quindi il primo avviso ai naviganti: tutti quelli che hanno avuto il 5 in condotta (e quindi la bocciatura) senza aver avuto i 15 giorni di sospensione possono fare ricorsi, rivolgendosi alla nostra assistenza legale (info@retedeglistudenti, 3456593924).
Intanto l’OCSE rivela come la scuola pubblica italiana sia profondamente in crisi, bocciando l’immobilismo della Gelmini e i suoi tagli indiscriminati.
Lo studio dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, rivela che la scuola italiana funziona male e che aver tagliato in modo indiscriminato non servirà a ridurre gli sprechi ne ad attivare meccanismi virtuosi nell’utilizzo delle risorse. La spesa per la scuola in Italia, secondo l’OCSE, è alta ma molti sono gli sprechi e esistono grosse differenze tra i vari gradi della scuola e le zone del Paese.
Questo significa che non ci vengono date pari opportunità di successo formativo: le variabili dipendono da dove si nasce e da quale percorso si sceglie (liceo, istituto tecnico o professionale).
In oltre l’OCSE dice che siamo un Paese con ancora pochi diplomati e laureati, con livelli molto più bassi rispetto alla media europea.
Un quadro sconfortate, rispetto al quale la Gelmini ha risposto trionfante sostenendo che conferma la sua “azione riformatrice”. Azione riformatrice? A giudicare dai regolamenti per la riforma della scuola superiore, sembra che di innovazioni ce ne siano poche, piuttosto si torna indietro al modello della scuola dei nostri nonni bisnonni, quello della riforma Gentile del 1923. Mentre gli unici dati certi sulle “riforme” della Gelmini per ora sono quelli sull’aumento delle bocciature, che di certo non faranno aumentare il numero dei diplomati e laureati come ci chiede l’OCSE ma aumenteranno la dispersione.
Avevamo ragione noi, purtroppo, quando denunciavamo che a subire i tagli saremmo stati noi studenti, con la scomparsa dei corsi di recupero e con l’aumento dell’uso della boccitura come soluzione più semplice ed economica (le scuole così non devono fare i corsi estivi).
Una triste previsione, che pochi hanno voluto ascoltare, e ora si riconferma nei primi dati del ministero. Se le percentuali verranno confermate alla fine delle rilevazioni, si vedrà con chiarezza quelli che erano gli intenti della ministra: non aumentare qualità e merito, ma costruire una scuola povera che rinuncia a educare e a crescere le persone. Preferisce bocciare e (sulle classifiche internazionali) essere bocciata.