Pubblicato il 21/04/2009 – Commenti: 0
CORSA (SENZA) OSTACOLI
Per i privatisti trattamento di favore per l’accesso all’esame di stato
Era il 1997. Luigi Berlinguer riformava l’esame di maturità e introduceva l’esame di stato, eliminando l’ammissione all’esame. Tra varie vicessitudini (leggi qui), ora l’ammissione è tornata in vigore, reintrodotta da Fioroni.
MA non per tutti. I privatisti infatti, possono accedere all’esame di stato senza dover fare nessun esame di ammissione.
Il trattamento di favore, che la Rete considera sbagliato e discriminatorio, è dovuto a una serie di vizi di forma e di errori da parte del Ministero, che conferma un’attitudine incredibile nel combinare pasticci.
La Rete chiede che venga al più presto ripristinata una condizione di parità nel trattamento di tutti gli studenti, introducendo criteri uniformi per l’ammissione all’esame. Criteri che devono essere rivisti, anche vista la recente bagarre provocata dalla volontà (per ora rimasta tale in quanto la norma è stata rimandata) della Gelmini di non ammettere chiunque avesse anche solo una insufficienza.
La Rete chiederà al Ministro un confronto su questo punto, perchè crediamo che l’ammissione all’esame di stato non possa essere oggetto di continue modifiche e sopratutto non possa essere fatta con modalità irrealizzabili nei fatti. Il ministero pensa che la valutazione sia un’arma con la quale falcidiare gli studenti, noi pensiamo che sia uno strumento di crescita e sviluppo del proprio percorso scolastico. Come sui debiti formativi, anche sull’esame di stato serve sradicare l’idea anni 50 che gli studenti possano essere educati solo con le punizioni e le minacce. Un’idea vecchia e fallimentare, ma che sicuramente affascina il Ministro del grembiulino…