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DIRITTI CIVILI




Pubblicato il 22/05/2009 – Commenti: 0
A SCUOLA DI RAZZISMO? NO GRAZIE
Presidi spia, leggi razziali, diritto allo studio negato. Cronaca di un razzismo che diventa di Stato

La polemica sulla scuola Pisacane di Roma i cui organi collegiali hanno scelto un nuovo nome troppo esotico per l’istituto. I presidi che segnalano alla lavagna i nomi degli studenti migranti e richiedono il permesso di soggiorno per poter fare l’esame di maturità. Il ddl sicurezza che prosegue il suo iter alla camera. Dilaga in questa ultima parte dell’anno scolastico un pericoloso e pervasivo clima di razzismo e di xenofobia. Ma non tutto è così semplice e lineare come la stampa lo fa sembrare. Cerchiamo di capire che succede liberandoci, come al solito, dalle balle e dal ballismo…

All’inizio di questa settimana in tre istituti di Genova, i dirigenti scolastici hanno chiesto di scrivere alla lavagna i nomi degli studenti immigrati. Per quale motivo? Per verificare la loro “regolarità” in vista dell’esame di stato. Caso analogo a Padova, dove nei giorni scorsi una circolare chiedeva a 8 studenti immigrati di fornire alla scuola il permesso di soggiorno per poter essere ammessi all’esami stato.
Ma è vero che serve un permesso di soggiorno in regola per uno studente immigrato al fine di essere ammessi all’esame di stato? La risposta è no. Per conseguire l’esame di stato è sufficiente essere iscritti alla scuola, non è richiesto nulla rispetto alla cittadinanza: infatti la Costituzione stabilisce che il diritto allo studio deve essere garantito a tutti.
Gli episodi di questi giorni derivano senza dubbio dall’aria di razzismo che spira dalla maggioranza di governo, che in questi giorni sta procedendo nell’approvare forzatamente il decreto sulla sicurezza, che introduce, tra le altre cose, il reato di clandestinità (vedi approfondimento).
Ancor prima che il decreto venga approvato, alcuni presidi hanno deciso arbitrariamente di fare giustizia da se, chiedendo lo stato del permesso di soggiorno degli studenti migranti delle proprie scuole, senza averne peraltro nessun diritto. Diritto (anzi diritto-dovere!)  che avranno invece proprio se passa il ddl sicurezza che obbligherebbe tutti gli ufficiali pubblici (tra cui presidi e docenti) a segnalare i “clandestini” alle autorità competenti.
Un immagine che ci riporta indietro nel tempo, o a certi film in cui si vedono zelanti docenti che segnalano bambini ebrei e zingari presenti nelle loro classi.
La Rete degli studenti medi è impegnata già da diversi mesi contro il razzismo, attraverso la campagna Non aver paura, apriti agli altri, apri ai diritti, alla quale abbiamo aderito. Ma il nostro impegno dovrà essere intensificato, per difendere le nostre scuole come spazi di crescita, di integrazione, di rispetto dell’altro.
Servono politiche diverse nei confronti dell’integrazione, non certo gli slogan e le strumentalizzazioni di sapore xenofobo del governo e della Gelmini. Prendiamo il caso della scuola Pisacane di Roma, dove l’integrazione non c’entra proprio niente, ma è bastato che gli organi collegiali scegliessero un nome un po’ esotico per la propria scuola a dar vita a un dibattito tutto costruito ad arte per demonizzare la presenza degli immigrati nelle nostre scuole, che provocherebbero disagi e ritardi nella didattica (il famigerato “ritardo sul programma” che è la croce e la delizia di tutti i nostri docenti!).
Tutto questo mentre in libreria esce un importante ricerca,  edita dal Mulino, che rivela invece come i figli di migranti siano una risorsa incredibile per il nostro Paese.
La Rete degli studenti medi è da sempre per la costruzione di una scuola interculturale, unica soluzione per la costruzione di una cittadinanza condivisa e in grado di rendere sostenibile e arricchente la convivenza di “italiani” e “immigrati”.
Di fronte agli episodi di questi giorni chiediamo al ministro Gelmini di chiarire immediatamente che l’esame di stato è aperto a tutti, senza possibilità di esclusione per nessuno. Anche per questo chiederemo la convocazione di un Forum delle associazioni studentesche che affronti le conseguenze del decreto sicurezza nelle scuole.

VEDI ANCHE

– comunicato stampa della Rete sul caso di Padova;

– scuola Pisacane: la Gelmini tenta la fuga con Makiguchi;

– NO al DDL sicurezza;

– attacco ai diritti degli studenti migranti;

– Campagna “Non aver paura, apriti agli altri, apri ai diritti”

STUDENTI MIGRANTI: QUALI SONO I DIRITTI

La direttiva del 28 marzo 2008 del Ministero dell?Interno (ancora in vigore) stabilisce che il minore non accompagnato sottoposto ad un provvedimento formale di affidamento o di tutela, al compimento della maggiore età, può ottenere un permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato o autonomo, per motivi di studio, nonché per esigenze sanitarie o di cura indipendentemente da:


– durata di presenza sul territorio italiano del minore sottoposto ad affidamento;

– dalla frequentazione di un progetto di integrazione o dal provvedimento del Comitato minori stranieri.


Ai figli minori che raggiungono la maggiore età la direttiva riconosce il diritto ad ottenere il rinnovo del proprio permesso di soggiorno non solo per i motivi di lavoro o studio ma anche per motivi familiari per la stessa durata del permesso di soggiorno del genitore, purché quest?ultimo soddisfi le condizioni di reddito e alloggio richieste per il ricongiungimento familiare.

scarica e leggi la direttiva

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