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DRAGHI SU SCUOLA/ Gelmini prende un’altra tegola in testa ma non se ne cura

Siamo d’accordo con il governatore Draghi: per rinnovare e rilanciare la scuola servono più ricerca, un autonomia seria e un sistema di valutazione del sistema scolastico credibile e efficace. A stupirci è invece la risposta del ministro Gelmini, che, come di fronte alla clamorosa bocciatura del nostro sistema di istruzione da parte dell’OCSE, esprime felicità da tutti i pori…Una felicità ingiustificata visto proprio le linee di azione consigliate dal governatore Draghi sono quelli in cui la Gelmini ha fatto peggio. Andiamo per ordine: – Sulla ricerca: con il decreto 133 il govenro ha tagliato i già pochi fondi alla ricerca nelle università e predisposto un piano di tagli al personale che penalizza i ricercatori e i precari dell’università. – Sull’autonomia delle scuole: la Gelmini ha da subito ridotto l’autonomia delle scuole facendo mancare i fondi necessari al suo funzionamento e proponendo al posto dell’autonomia scolastica un sistema di concorrenza e di rivalità tra le scuole e enti privati per accaparrarsi le poche risorse disponibili (ddl Aprea); – Sulla valutazione dl sistema: la Gelmini ha limitato fortemente il lavoro e l’autonomia dell’INValSI (Istituto nazionale di valutazione del sistema d’istruzione), bloccando la riforma di questo ente operata dal precedente governo e rendendo difficili anche i lavori di indagine di quest’anno. La Gelmini si nasconde ancora una volta dietro le solite bugie, mentre il sistema scolastico va a rotoli come dimostrano l’aumento delle bocciature e la difficoltà per le scuole di effettuare i corsi di recupero quest’estate. Per realizzare i consigli del governatore di Bankitalia servono più risorse, un’autonomia scolastica che metta al centro gli studenti e non il risparmio di cassa. Serve poi un sistema di valutazione nazionale autonomo dal ministero che sia in grado di aiutare le scuole nel loro compito educativo e non di creare inutili classifiche che certificano quello che tutti già sanno: cioè che ci sono scuole migliori e scuole che vanno peggio. Il compito del governo dovrebbe essere quello di dare a tutti pari opportunità nello studio perché, come ha detto Draghi, servono maggiori competenze diffuse a tutta la popolazione , soprattutto sul piano delle competenze matematiche e scientifiche, per costruire un nuovo sviluppo dopo la crisi.