La Scuola di tutti

La Scuola per tutti

Le nostra grida e le proposte che abbiamo sempre portato avanti pare non abbiano scalfito le orecchie dei Governi irresponsabili che si sono susseguiti negli anni, e che si sono macchiati di aver generato una condizione di assoluta violazione di uno dei più importanti diritti della persona: il Diritto allo Studio. La condizione di vita delle studentesse e degli studenti all’interno delle nostre scuole ha raggiunto livelli spaventosamente gravi e questo è il risultato della somma di tutta una serie di servizi che dovrebbero essere garantiti a tutte e tutti e che invece sono insufficienti o, nel peggiore dei casi, mancano assolutamente.

Edilizia Scolastica

I nostri edifici scolastici sono il primo grande problema, la prima grande barriera che gli studenti devono fronteggiare quotidianamente. Siamo costretti a studiare in edifici datati, più della metà di questi sono stati edificati prima del 1974 e non possiedono quindi i requisiti anti-sismici, una gran parte non possiede i certificati di agibilità e ancora: nella maggior parte delle nostre scuole non esistono le condizioni minime di igiene per poter permettere agli studenti di studiare, cioè passare sei ore della loro giornata, in luoghi sicuri e confortevoli.Questi i casi più gravi, ma se parliamo di edilizia scolastica non possiamo non parlare di tutte quelle scuole che scuole non dovrebbero essere. Migliaia e migliaia di edifici edificati inizialmente per scopi completamente diversi adattate a istituti scolastici, edifici in cui alcune delle classi a volte si trovano nei seminterrati o in quelli che una volta erano box auto, in cui mancano le scale anti incendio e le uscite di sicurezza.

Costi per le famiglie

La melodia non cambia quando parliamo di mobilità. I servizi di trasporto pubblico per raggiungere i nostri istituti dovrebbero essere un servizio fondamentale e immancabile per due motivi: in primis il trasporto pubblico riduce il numero di mezzi privati in circolazione e quindi risulta meno dannoso per il nostro ecosistema, in secundis non tutti possono permettersi un mezzo proprio per poter raggiungere le scuole. Quello che la realtà ci presenta sono mezzi di trasporto assolutamente fatiscenti che nella maggior parte dei casi, soprattutto per gli studenti pendolari, minano la nostra presenza a scuola invece che assicurarla facendoci arrivare in ritardo o non facendoci assolutamente arrivare. I più fortunati di noi spendono un centinaio di euro all’anno per questo servizio, mentre chi abita più lontano rispetto alla scuola che frequenta è costretto a pagare fino a 400€ all’anno di abbonamenti per un servizio che non funziona. Arriviamo dunque ad un altro paradosso del nostro sistema d’istruzione: il caro libri. I testi che le scuole adottano devono cambiare necessariamente, per ordinamento ministeriale, ogni cinque anni. Speriamo dunque di trovare programmi totalmente differenti, cambiati nella struttura e nei contenuti perché adeguati al periodo storico e sociale che stiamo vivendo e invece ci ritroviamo con gli stessi contenuti e un’impaginazione differente. Ma il problema più grande sta nel costo che le nostre famiglie sono costrette ad affrontare per acquistare i libri di testo: ogni anno la spesa varia dai 300 ai 400€, cifre che la maggior parte delle famiglie non possono assolutamente permettersi e che generano quindi una incolmabile disparità tra le studentesse e gli studenti.

Una vera Legge nazionale sul Diritto allo Studio

Se volessimo dunque fare due calcoli e tirare le somme del nostro ragionamento arriveremmo a scoprire che le famiglie che vogliono garantire il raggiungimento dei massimi livelli d’istruzione ai propri figli sono costrette a spendere mediamente tra i 1000 e i 1.200€ all’anno, se a tutto questo aggiungiamo anche le spese extra dettate dalla specificità dell’indirizzo scelto dagli studenti ( materiale da disegno per i licei artistici e geometri e materiale da laboratorio per tecnici e professionali) e il costo delle ripetizioni private che gli studenti più difficoltà necessitano di seguire, anche questo un servizio che dovrebbe essere garantito dalla scuola. Un dato questo che non può non tenerci costantemente in allarme. La sola e unica risposta per ovviare a tutto è approvare una vera legge nazionale sul diritto allo studio. Non servono fondi di 30 milioni che finanzino borse di studio parziali e inutili, serve garantire i Livelli essenziali delle prestazioni, garantire la gratuità dei servizi basilari e ausiliari che concorrono alla garanzia di un vero Diritto allo Studio.