Pubblicato il 03/04/2009 – Commenti: 1
4 APRILE: LA DIRETTA
Notizie, foto, commenti dalla piazza a cura della Rete
Ore 7;45
Iniziano ad arrivare i manifestanti; adulti, giovani ed anziani, tutti uniti contro gli imbarazzanti tagli del governo.
Ore 8;55
Sta partendo il corteo unitario di un centinaio di studenti da piazza della repubblica; e diverse centinaia di studenti negli altri cortei organizzati dalla rete degli studenti iniziano a mettersi in cammino contro il populismo autoritarista di questo governo.
Ore 9;30
Corteo variopinto e colorato a piazza della repubblica fra decine e decine di bandiere di diversi colori ma unite dal desiderio di cambiare; lavoratori e studenti uniti nella lotta. Di passaggio al corteo di piazza della repubblica l’assessore regionale all’istruzione del Lazio Silvia Costa.
Ore 10;20
Al Circo Massimo continuano sempre più intensamente ad affluire lavoratori e studenti; giovani studenti in tutto il corteo di piazza della repubblica. Ottima presenza di studenti anche nel corteo di piazza Ragusa dove continuano ad affluire giovani dalla Toscana. Grande il corteo partito da Ostiense; la testa del corteo si trova già nei pressi del Circo Massimo mentre circa 200 studenti rimasti in coda ad Ostiense hanno iniziato ad intonare slogan ” E’ l’ora di cambiare, l’elefante deve governare”.
Ore 10;30
Il Circo Massimo è pieno. Iniziato il comizio.
10;50
Dopo la musica dei Modena City Ramblers la parola ad un operaio di Pomigliano d’Arco e ad una precaria di Cremona. Gli studenti al fianco di lavoratori e precari.
Ore 11;00
Divertente slogan degli studenti Veneti; “Da Rovigo Belluno non manca nessuno, a questa emergenza facciam resistenza”… “Fatti non fummo per viver tagliati”.
ore 11;15
Aderisce alla manifestazione il premio nobel Dario Fo e l’Anpi per una risposta immediata alla crisi al fine di garantire la coesione sociale. Risposte immediate da parte del governo.
Continuano gli slogan contro il modello politico e culturale berlusconiano e fatto proprio dalle destre, fondato su un finto ottimismo veicolato dalla finzione mediatica; “col grande fatello non ci comprate, le scuole italiane sono incazzate”…
ed ancora rabbia per la deriva liberticida, omofoba, xenofoba ed ultraliberista del governo Berlusconi; “scuola, lavoro, libertà, Berlusconi la pagherà”.
E un pò di ironia con il manager Pravettoni che dice ” i poveri paghino pure sulla loro pelle” e del suo amico Brunetta ” dopo lo sciopero virtuale anche il salario virtuale” vorremmo tanto fosse ironia e non la terribile verità di questo governo.
Ed ecco il momento della studentessa universitaria Marta Lavacchini; riportiamo di seguito il suo intervento.
Grazie, grazie alla CGIL per averci invitato oggi. Vi ringrazio perché oggi avete dato un segnale importante a noi studenti, un segnale di vicinanza e di solidarietà,vicinanza e solidarietà che naturalmente non possiamo che ricambiare. Il vostro segnale di apertura va in controtendenza rispetto agli atti di questo governo. Un governo che divide, un governo che costruisce muri nei confronti dei lavoratori, degli studenti, degli immigrati, della società italiana tutta.
In questi mesi il governo, con una volontà chiara e sistematica, attacca le basi del nostro paese..
Attacca le istituzioni democratiche,
Attacca il lavoro,
Attacca l’istruzione,
1)Berlusconi ha recentemente dichiarato di voler cambiare la Costituzione e ridimensionare il ruolo del parlamento. Secondo il presidente del consiglio è un organo lento, inefficiente ma soprattutto facilmente sostituibile da riunioni di capigruppo parlamentari. Diciamo al presidente del consiglio che il parlamento non è il consiglio di amministrazione delle sue imprese. Il parlamento non è un polveroso organo a ingranaggi lenti, è la garanzia della discussione, del dibattito libero e del confronto, indispensabili per un buon funzionamento della vita democratica. Diciamo al presidente del consiglio che la costituzione è la nostra carta dei diritti fondamentali nata dalla lotta di liberazione dal nazifascismo e che i giovani non smetteranno mai di difenderla.
2)Il governo intende attaccare il mondo del lavoro come sistema e minare il concetto e il valore stesso di lavoro. Colpisce il singolo lavoratore nei suoi diritti individuali e al tempo stesso l’organizzazione sindacale viene delegittimata del suo ruolo di rappresentanza di tutti i lavoratori e di controparte nella contrattazione. Il governo vuole che il sindacato sia un organo di rappresentanza dei soli iscritti e mero erogatore di servizi. Il governo vuole svuotare lo sciopero del suo significato originario di strumento di pressione in difesa dei diritti dei lavoratori. In una parola il governo vuole eliminare il diritto al dissenso.
Sulle conquiste dei diritti gli studenti non accetteranno mai di tornare indietro: il diritto di sciopero va difeso! e gli studenti sanno che su questo la Cgil sarà sempre in prima linea e sempre al nostro fianco.
Di fronte alla dirompente crisi economica il governo è incapace di rispondere con politiche sociali degne di tale nome. Le fasce sociali colpite sono sempre più ampie: sentiamo ogni giorno parlare di contratti non rinnovati, di licenziamenti e di casse integrazioni. Il lavoro per i giovani da precario come ora, rischia di diventare inesistente.
Per il governo i giovani sono un peso per la società, una categoria alla quale bisogna concedere un lavoro – nel migliore dei casi nero o precario – e non una risorsa sulla quale investire.
E’ per questo che i temi del lavoro riguardano anche noi studenti. Il lavoro non è un tema di categoria, è un tema che riguarda tutti, è un tema che riguarda il nostro futuro.
Il governo vorrebbe contrapporre i lavoratori agli studenti, i giovani agli anziani, ma questa straordinaria manifestazione dimostra che esiste un’unica società e un unico fronte di coloro che vogliono contrastare questa crisi. Noi non ci stiamo a essere messi gli uni contro gli altri e questa giornata è la migliore risposta a chi ci prova!
3)Il nostro presidente della repubblica Giorgio Napolitano qualche tempo fa, con lo spirito proteso verso il futuro tipico di chi come lui ha fatto la resistenza, metteva in luce il fatto che da un momento difficile come questo si deve ricavare una svolta positiva di rilancio del nostro paese, un’opportunità per ristabilire una giustizia sociale. Dalla crisi deve uscire un’Italia più giusta. Con questa crisi è caduta l’idea di un mercato senza regole basato solo sul profitto a discapito delle diritti delle persone, dell’egoismo a scapito della solidarietà. Insomma deve finire l’idea di una società basata sul tutti contro tutti.
Proprio in questo autunno gli studenti si sono mobilitati contro lo smantellamento dell’università pubblica messo in cantiere dai ministri Tremonti e Gelmini. Migliaia e migliaia di studenti hanno dato vita a un movimento che non si vedeva da anni nelle scuole e nelle università. Un’onda che è riuscita a imporre all’attenzione del paese i temi del sapere e della difesa dell’università pubblica.
Noi studenti non siamo disposti a essere il bersaglio di scelte sbagliate che mirano a colpire il mondo del sapere, un mondo fragile ma indispensabile per il suo ruolo fondante una società migliore. E’ per questo che continueremo a difendere il nostro futuro.
L’idea di noi studenti è diversa da quella del governo: noi crediamo che la cultura e il sapere siano un valore irrinunciabile e non vuote parole prive di radici. Per questo chiediamo un investimento serio sull’istruzione, sulla formazione e sulla ricerca e non tagli indiscriminati come quelli fatti dalla Gelmini. L’università e la scuola devono essere di qualità, devono essere pubbliche e di massa per cancellare ogni disparità di accesso alla cultura; devono essere laiche perché in una società come la nostra che si avvia alla multiculturalità non c’è spazio per ronde o religioni superiori ad altre. C’è solo bisogno di integrazione.
Servono scuole e università aperte e accoglienti, il cui accesso non sia ostacolato da inutili e dannosi test d’ingresso che stroncano in maniera cinica i sogni di noi studenti.
Non accetteremo che le nostre scuole e università siano trasformate in fondazioni private stravolgendone il carattere pubblico e annullando i limiti sulla tassazione universitaria e aumentando i costi per le scuole superiori.
Questo governo sceglie di finanziare le scuole private, mentre le nostre scuole cadono a pezzi, parlano di centri di eccellenza, ma le nostre università non hanno aule e pc.
Chiediamo al governo e agli enti locali che gli studenti con famiglie colpite dalla crisi siano sostenuti con borse di studio straordinarie, chiediamo tutele specifiche per gli studenti lavoratori.
Accanto alla crisi economica di questi ultimi mesi viviamo ormai una crisi decennale della cultura e della convivenza civile tra le persone. Le divisioni non pagano, l’egoismo e l’individualismo berlusconiano sono estranei a questa piazza.
Oggi stiamo dando un segnale di unità, di coesione e di solidarietà tra studenti e lavoratori, un segnale di futuro.
Il nostro paese è dilaniato dall’indifferenza, all’indifferenza dobbiamo rispondere con la solidarietà, con la capacità di scegliere e di decidere.
Sono necessarie “curiosità e ascolto” come diceva Giuseppe Di Vittorio, è necessario resistere e conoscere sempre una parola in più del padrone di allora e di oggi.
Grazie
Gli studenti confermano di essere al fianco dei lavoratori nel rivendicare i diritti che istante dopo istante vogliono toglierci anzichè ampliare.
13;34
Fra le centinaia di bandiere di Udu e Rete degli studenti e’ terminato l’intervento conclusivo del segretario della CGIL Guglielmo Epifani che di contro alle scelte unilaterali del governo chiede un tavolo di confronto con i sindacati per rispondere alla crisi che si abbatte su precari e studenti senza futuro e lavoratori senza diritti. “Ad una crisi eccezzionale si risponde con misure eccezzionali”. Condannando la deriva xenofoba ed omofoba della destra al governo Epifani al termine dell’intevento canta “Bella Ciao” assieme ai Modena City Ramblers. La resistenza e la costituzione sono valori sui quali non intendiamo fare un passo indietro davanti a chi definisce una “macchina lenta e polverosa” la democrazia parlamentare. NON SULLA NOSTRA PELLE
miriam ha scritto:
il 2009-04-05 19:57:02
Una domenica di grande bellezza, di grande soddisfazione, di grande speranza. Sono un metalmeccanico e ieri ero a roma con i miei compagni della Fiom Cgil di venezia, siamo abituati noi “tute blu” alla piazza per le nostre “scampagnate” ma è sempre con gioiosa meraviglia che ci rendiamo conto di quanto abbiamo da condividere. Il futuro è nostro ed è ora, mai stancarsi di muoversi, mai smettere di pensare con la propria testa, mai perdere la consapevolezza, mai abbassare gli occhi, mai piegare la schiena e mai perdere la fiducia. Grazie Miriam