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SCUOLE PRIVATE/ Gelmini metta la scuola pubblica in liquidazione

Non è difficile intravedere un disegno preciso dietro le ultime dichiarazioni e i provvedimenti del ministro Gelmini, un disegno che mira a cambiare completamente il nostro sistema di istruzione senza porre in maniera chiara al Parlamento e al Paese quello che si sta facendo. L’idea del governo è di abbandonare definitivamente il sistema pubblico di istruzione per far posto a un sistema molto frammentato e parcellizzato, che trasformi la formazione in un fattore di competizione non meritocratica. Partiamo da un dato significativo: dopo i tagli drastici alla scuola pubblica, che ne ridimensionano l’offerta formativa e la qualità, i regolamenti di riforma dei licei disegnano una scuola secondaria superiore con meno indirizzi, meno ore di studio, e quindi con una minore offerta rispetto ai percorsi che si possono intraprendere. Ma il regolamento concede alle scuole private di mantenere inalterati i loro curricula, sia in termini di ore che di indirizzo. Si introduce quindi un elemento di disparità tra scuole pubbliche e scuole private, con uno squilibrio fortissimo in favore delle private. Uno studente che il prossimo anno vedrà cancellato il corso che stava effettuando nella scuola pubblica avrà invece la possibilità di concluderlo regolarmente nella scuola privata, sempre che le risorse economiche glielo consentano. Ora la Gelmini vuole completare il quadro inserendo il buono scuola lombardo-veneto come misura nazionale per sostenere le famiglie che iscrivono i figli alle scuole private. Il riferimento della Gelmini proprio al sistema lombardo chiarisce il quadro: l’idea è quella di una scuola che costa meno allo stato e si affida alle risorse private. Ma soprattutto di una scuola che vive delle possibilità che ha e quindi è diversa da comune in comune, da regione in regione, da famiglia in famiglia. Una scuola che riproduce disuguaglianze e impedisce la mobilità sociale, amplificando i difetti strutturali del nostro sistema che l’Ocse ha segnalato nei giorni scorsi. Ciò che più ci sconcerta è che la Gelmini pensi di far passare tutto questo sottosilenzio, scordandosi che solo qualche mese fa il movimento studentesco è riuscito a svelare la sue balle e a mostrare a tutto il Paese la verità sulla sua azione di governo. Noi saremo ancora pronti a denunciare e a rivelare i piani del ministro che nessun grembiulino potrà più coprire!