Studenti contro le mafie: il nostro appello verso il 21 marzo a Padova

21marzo

Le mafie al Nord

Il fenomeno mafioso divora palmo a palmo il tessuto sociale e il territorio di ogni provincia del Veneto. Ed è “roba nostrana” che porta la firma di Camorra, ‘Ndrangheta e Sacra Corna Unita; ormai perfettamente sedimentate nel panorama economico e politico del Nord Est.

La storia della Mafia in Veneto ha l’odore e la forma della corruzione, dell’infiltrazione politica, delle gare di appalto e – spesso e volentieri – il volto dell’imprenditoria: quel modello di self made man che ha tratteggiato il riscatto economico della Regione è divenuto nei decenni il terreno di incontro con l’infiltrazione mafiosa.

Eppure ogni giornale strilla a gran voce di Mafia Nigeriana o Senegalese, si sposta ulteriormente il focus sullo straniero arrivato con i barconi, riempiendo la pancia di un elettorato di Destra affamato di odio pronto ad urlare che sì, la Mafia nostrana è brutta, ma c’è di peggio.

Il Decreto Sicurezza sentenzia anche di Mafia, ma lo fa dal punto di vista di un partito che ha negato per decenni l’esistenza della criminalità organizzata al Nord, che ha colpevolizzato il Meridione nella sua essenza e ha tentato di distruggere l’unica realtà che ha creato un vero modello di accoglienza, in un territorio segnato dalla presenza ingombrante e violenta della ‘ndrangheta: Riace.

La lotta quotidiana alla criminalità organizzata necessita della politica: come Rete degli Studenti Medi chiediamo a gran voce che nelle scuole l’educazione alla legalità sia un pilastro fondante e non una contingenza che si esaurisce attorno ad alcune date.

Ecomafie

Dall’istituzione della Legge 68/2015 – l’introduzione degli ecoreati all’interno del Codice penale – la registrazione di denunce e inchieste legate all’ambiente ha tracciato un profilo preoccupante anche in Veneto. Il rapporto Legambiente 2018 riporta nella nostra Regione un’impennata di illeciti legati al traffico di rifiuti, roghi dolosi e smaltimenti non in regola.

Reati che vanno a ingrassare il fatturato complessivo delle Ecomafie in Italia, che si attesta sui 14,1 miliardi di euro.

Altro settore che ha registrato una sostanziosa crescita è quello delle Agromafie, strettamente collegato al fenomeno del Caporalato, la cui presenza è stata accertata in ogni provincia della Regione.

Il caporalato, poi, non solo è una pratica di annullamento della dignità umana, ma è addirittura una necessità per questo sistema produttivo: e la sua richiesta di manodopera a bassissimo costo attrae quegli uomini e quelle donne che non hanno alcune tutele e a cui lo Stato non riconosce diritti, i migranti.

Narcomafie

Di Narcomafie in Veneto si parla quasi sempre in termini di attentato al decoro urbano. Il focus dei media è incentrato esclusivamente sulle Mafie estere (soprattutto quelle legate ai paesi in cui si registrano i numeri più alti di partenze migratorie) e sugli spacciatori da strada, lasciando sullo sfondo i grandi traffici in mano a Camorra, ‘Ndrangheta, Sacra Corona Unita e Cosa Nostra.

Il degrado delle zone di spaccio non viene visto come un problema sociale ma come una vera e propria bandiera elettorale che le destre si arrogano a gran voce trincerandosi nel proibizionismo più aspro, incrementando i controlli sulla categoria studentesca e spendendo quindi risorse che potrebbero essere impiegate sui cosiddetti “pesci grossi”.

Corruzione e Grandi Opere

Da quando l’infiltrazione mafiosa è registrabile, il Veneto è definibile una grande zona grigia dove il comportamento di alcuni politici e funzionari pubblici favorisce più o meno direttamente il fenomeno.

Ciò sta a significare che il tessuto politico, sociale ed economico del Veneto ha in sé gli spazi per permettere l’infiltrazione mafiosa a qualsiasi livello.ù

E la criminalità ha assunto un volto tutto nuovo in Veneto, arrivando a creare un fenomeno autoctono che non ha bisogno della violenza e di tutte quelle pratiche che ciascuno di noi associa all’immaginario mafioso.