Alternanza e esami: non bastano le toppe!

Alternanza Esami Bussetti

Il Ministro Bussetti ha dichiarato che l’alternanza non sarà requisito di ammissione agli esami di stato: non sostituirà, quindi, la tesina.

Il travagliato percorso del cambiamento dell’esame di maturità fa un altro stentato passo: ma dove si vuole arrivare? Come Rete degli Studenti Medi ci chiediamo quale sia, ad oggi, il senso di una prova d’esame unica e finale, che pretende di riassumere cinque anni di scuola in quattro prove sul programma del quinto anno. Chi chiediamo come una somma di crediti e numeri possa essere considerata sufficiente a rappresentare un percorso, come un voto in cifre possa rispecchiare ciascuno studente. Crediamo nella necessità di un completo ripensamento dell’esame di stato, che veda al centro la tesina. Essa per noi è un prezioso momento di libera espressione dello studente. Eravamo quindi molto preoccupanti quando, l’anno scorso, si millantava di volerla abolire in favore dell’esposizione dell’esperienza di alternanza scuola lavoro.

Nel sospiro di sollievo che tiriamo nel non vedere la tesina completamente eliminata, e nel sostanziale consenso che esprimiamo nel non utilizzare l’adempimento delle ore di alternanza come criterio di ammissione all’esame, abbiamo comunque delle perplessità: non si può infatti ignorare che l’alternanza esiste, e che non metterla negli esami non la cambia, nè la migliora.

Non basta mettere le toppe, l’alternanza va ridiscussa per intero. E il Ministro non può pensare di farlo senza ascoltare gli studenti: chiediamo che venga subito riavviato l’osservatorio nazionale dell’alternanza, e attivata la Cabina di regia nazionale.

Forse il Ministro dovrebbe mostrare qual è la sua idea di scuola, anziché mettere le toppe sui difetti strutturali della Buona Scuola. Altrimenti non è cambiamento, è propaganda.

#chihapaura di cambiare? Noi no. Vogliamo l’abolizione dell’esame di stato per come è al momento e una scuola che guardi al mondo del lavoro senza diventare sfruttamento o perdita di tempo, vogliamo una valutazione che non sia fine a sè stessa, che ci spinga a migliorarci ed esprimerci.