Ancona: lezioni al freddo, noi non ci stiamo!

Ancona Studenti Piazza per Freddo nelle Aule

Oggi, 21 novembre, apprendiamo dai quotidiani locali la numerosa protesta avvenuta da parte degli studenti dell’Iis Podesti Calzecchi Onesti sotto alla Provincia di Ancona, a causa delle condizioni di freddo in cui si trovano a fare lezione, dovute dal mancato funzionamento degli impianti di riscaldamento. Gli studenti sono stati poi ricevuti da un funzionario, che ha inviato nella scuola un tecnico per un sopralluogo della situazione. Nonostante al momento del sopralluogo però, i sistemi di riscaldamento fossero funzionanti e la temperatura sia stata dichiarata superiore ai 20°,il problema, sembra persistere da tempo. Come i rappresentanti stessi hanno raccontato, gli studenti erano ormai costretti a restare con i cappotti anche durante le lezioni, oppure a fare lezione al bar della scuola, poiché in quel piano la temperatura è più mite.

La Rete degli Studenti Medi Marche esprime forte solidarietà con gli studenti del Podesti Calzecchi Onesti, e denuncia le problematiche causate dai continui disservizi all’interno delle scuole di tutta la regione. Da anni infatti, ci troviamo a raccogliere situazioni simili non solo ad Ancona, ma in tutte le Marche: da troppo tempo proteste come queste passano in sordina, e gli studenti si scontrano spesso, con il più assoluto silenzio o con la negazione di dati di fatto da parte delle scuole stesse e delle istituzioni competenti. Nuovamente gli studenti non vengono adeguatamente ascoltati, anzi: la loro condizione scolastica viene affrontata in maniera superficiale, a partire dalla scuola e dalla provincia stessa.

“La protesta di questa mattina è legittima e ha ragione d’esistere se da troppo tempo non permette agli studenti di vivere bene all’interno della scuola”, dichiara Sami Ghanmi, Coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi Marche. “Il fatto che questa situazione esista nell’Istituto Podesti Calzecchi Onesti da molto tempo e le dichiarazioni rilasciate dalla stessa scuola e dalla Provincia, mettono in luce per l’ennesima volta che gli studenti, nel nostro territorio regionale non sono visti come una parte importante della nostra società. C’è bisogno che gli studenti tornino ad essere attivamente ascoltati, ed è altrettanto importante che con loro si torni a dialogare, proprio a partire dalle scuole”. Conclude Ghanmi: “Come sindacato studentesco esprimiamo quindi tutta la nostra solidarietà agli studenti che hanno protestato questa mattina, consapevoli del fatto che le questioni e le problematiche studentesche vanno affrontate in maniera più seria da parte delle istituzioni locali e regionali.”

Commenti