Belluno: studenti in piazza in solidarietà al popolo Siriano – Clear The Sky Of Syria

Stamattina eravamo in piazza a Belluno per esprimere la nostra solidarietà al popolo Siriano.

Giovani che hanno deciso, spontaneamente, di manifestare per la pace.

La situazione attuale in Siria è tragica, da anni ormai i cittadini subiscono una guerra logorante che sembra lontana da una risoluzione. I media costantemente ci aggiornano su interventi militari internazionali che non sembrano essere altro che mosse a tutela di interessi personali tra i vari soggetti coinvolti. A minare gli equilibri si aggiunge il fattore terrorismo che sottolinea la forza e la presenza del Daesh nei territori centrali della Siria.

I rapporti di questa guerra sono complessi da interpretare, ciò che invece è di facile da comprendere è la dura vita di tutti i cittadini Siriani. Ormai da sei anni vivono in condizioni terribili. Molti subiscono bombardamenti altri provano a fuggire.

“Grazie a questa manifestazione vogliamo far capire che i nostri fratelli in Siria sono proprio come noi, si meritano tutto ciò che gli serve per vivere una vita serena. Non è giusto che i civili muoiano perché i “grandi del mondo” possano fare i loro interessi economici.“ dichiara Dzemal Pitarevic – della Rete degli Studenti Belluno.

“Crediamo con fermezza che non si possa vivere in un mondo in cui persone innocenti muoiono senza che nessuno muova un dito. Con questa manifestazione vogliamo promuovere la pace, la solidarietà e l’integrazione per questo paese che ha bisogno di aiuto.” – dichiarano i rappresentanti degli istituti bellunesi presenti -“Chiunque uccida un uomo, uccide tutta l’umanità, chiunque salva anche solo un uomo, lì salva tutti. Vogliamo dire al popolo siriano che noi li supportiamo, vogliamo far loro speranza, dire loro che hanno un alleato negli Studenti di Belluno.”

L’assemblea finale è stata arricchita dalla testimonianza di studentesse siriane e da Pete, un profugo del Gambia. Attraverso le loro parole e i loro occhi, la distanza si è annullata.

Ogni crimine fatto sulla pelle di una persona, per quanto lontana o sconosciuta, è una ferita anche sulla nostra pelle.

Siamo tutti umani.