Rete Studenti: siamo rientrati in scuole gelate | servono risposte strutturali

L’altro ieri è ricominciata la scuola e in tante città italiane il freddo è entrato nelle aule, creando condizioni climatiche invivibili. Da termosifoni accesi in ritardo, ad un mancato isolamento termico degli edifici, causa alcune volte finestre o vetri rotti, la situazione che si è palesata il 9 gennaio risulta sconcertante. Da Imperia a Treviso, da Bergamo a Palermo, passando per Pavia, Firenze e Roma, una situazione che si é evidenziata con le stesse modalità in tutta la penisola italiana e senza, ancora una risposta dal governo.

Giammarco Manfreda, Coordinatore Nazionale della Rete degli Studenti Medi, dichiara:” Questa è ormai diventata una triste tradizione per tutte le studentesse e gli studenti che rientrano a scuola dopo le vacanze Natalizie, ogni anno con l’inizio dell’inverno le nostre strutture scolastiche diventano invivibili a causa del troppo freddo. Su questo la legge parla chiaro, un ambiente scolastico deve mantenere una temperatura minima di 18Cº, ma troppo spesso i sistemi di riscaldamento non funzionano o a causa della loro arretratezza o a causa di fondi estremamente insufficienti, che non permettono alle scuole di fornire a pieno questo servizio.”

Continua Manfreda:” In un momento storico in cui il ruolo della scuola subisce una svalutazione enorme e in cui accedere o completare il proprio percorso di studi diventa sempre più complesso, ripartire da strutture che siano accoglienti che siano luoghi di stimolo all’apprendimento non può essere una battaglia secondaria. Le province vivono una condizione estremamente fragile, una situazione nella quale sono state svuotate di ruolo politico sul territorio ma hanno mantenuta la gestione degli edifici scolastici, in assenza di reali fondi. La risposta delle istituzioni dovrebbe trasformarsi in investimenti massicci in materia di Diritto allo Studio e welfare studentesco, mentre, al contrario, riceviamo provvedimenti come lo “school bonus”, in cui si delega ai privati la possibilità di migliorare gli ambienti scolastici, non accorgendosi della potenziale possibilità di un aumento siderale delle diseguaglianze già presenti tra le scuole”

Abbiamo bisogno di fondi strutturali che provengano dallo stato, unico e vero responsabile di un sistema d’istruzione sano e di qualità, ed è necessario che questa situazione sia risanata. Chiediamo che sia presi provvedimenti, che si permetta agli studenti che, nel momento in cui si aprono le scuole, sia possibile far stare gli studenti in condizioni dignitosi. La rivalutazione della cultura e dei suoi luoghi deve partire anche da questo.