Padova: studenti in piazza per il freddo nelle aule e per chiedere scuole sicure!

Oggi gli studenti di Padova e provincia sono scesi in piazza per rivendicare scuole sicure e a norma. Hanno manifestato più di 600 studenti di tutte le età, insieme ad alcuni docenti e genitori. Al termine del corteo si è svolta una grande assemblea pubblica in Prato della Valle sui temi del diritto allo studio, della sicurezza e della formazione di qualità.

Siamo scesi in piazza oggi per mandare un messaggio chiaro alla provincia: le scuole devono essere sinonimo di sicurezza ed è il momento che l’edilizia scolastica torni ad essere al centro della discussione e che veda presto nuovi e strutturali investimenti.

“Oggi scendiamo in piazza dopo tanto tempo. Non per ritualità ma per necessità. Sono ancora troppe le scuole con notevoli problemi strutturali, in media 1 edificio scolastico su 3 non presenta il certificato di agibilità e molte classi non riescono a svolgere le lezioni per mancanza di spazi o per le temperature troppo basse” sottolinea Marina Rampin, coordinatrice della Rete degli Studenti medi Padova

È fondamentale che la provincia si prenda a carico la risoluzione di questi problemi in quei luoghi che noi studenti viviamo tutti i giorni e che dovrebbero essere prima di tutto sicuri. Non sono solo i dati, ma anche le tante proteste spontanee, nate nelle ultime settimane in diversi istituti superiori di Padova e provincia, ad aver ulteriormente testimoniato la diffusione e l’urgenza del problema.

Già numerose sono state le segnalazioni alla regione di uno status di edilizia ormai emergenziale da parte degli istituti Selvatico, Da Vinci, Cornaro, San Benedetto e Bronzetti tra gli altri.

“Gli studenti padovani non possono continuare a fare lezione con guanti e cappello, con la paura che crolli qualche pezzo dal soffitto o schivando i secchi nei corridoi.” protesta Sofia Perrotti, rappresentante del liceo Cornaro, dove un mese fa diverse classi si sono rifiutate di fare lezione misurando 14 °C in aula e dove auditorium e palestra sono inagibili da mesi.

“Si parla di diritto allo studio, di sicurezza: non si scherza. Abbiamo terminato la nostra protesta in Provincia, portando dati e testimonianze, chiedendo che l’edilizia scolastica e la qualità della formazione diventino davvero una priorità” conclude Marina Rampin.

Oggi rivendichiamo un diritto, quello di poter studiare e apprendere in luoghi sicuri e accoglienti.

Per questo chiediamo un confronto che sia realmente utile con le istituzioni sul tema dell’edilizia scolastica, non vogliamo più assistere ad interventi relegati alle urgenze ma chiediamo investimenti strutturali per risolvere tutti i casi problematici delle scuole di Padova e provincia.