RETE STUDENTI: IN RISPOSTA ALL’ARTICOLO DE “IL GIORNALE”

By 7 Luglio 2016Nazionale, Notizie
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É accaduto un fatto increscioso: alcuni ragazzi tra i 16 e i 18 anni sono diventati l’oggetto di un pubblico processo mediatico portato avanti con una violenza verbale mai vista.
Stiamo parlando di quello che si è scatenato tra il 05 eil 06 luglio: l’associazione studentesca di San Benedetto del Tronto, “Robin Hood”,  ha appreso dalla stampa del pestaggio di due ragazzi bangladesi che vendevano rose sul lungomare di Porto D’Ascoli ad opera di giovanissimi, a detta della stampa perché questi non conoscevano il Vangelo.
I ragazzi hanno legittimamente deciso di rispondere ad un atto del genere, dalle chiare motivazioni razziste e xenofobe.
La risposta dell’associazione è stata lanciare una fotopetizione con un frase, se volete, ironica: “Nemmeno io conosco il Vangelo”, in modo da dare supporto ai ragazzi malmenati e lanciare il messaggio che la popolazione del territorio non tollera fatti di questa gravità e per queste motivazioni.
Purtroppo per noi le piazze mediatiche fanno subito ad accendersi, e la risposta di tantissime persone non si è fatta attendere: sono partiti insulti di ogni tipo ed anche minacce, spesso di persone adulte, ai danni di ragazzi, lo ricordiamo ancora una volta, tra i 16 e i 18 anni, che avevano promosso questa iniziativa.

Il culmine della faccenda lo abbiamo visto sulle pagine online de “Il Giornale”, che ha ritenuto necessario dare risonanza nazionale al fatto andando a coinvolgere l’organizzazione nazionale intera, quando il 04 luglio lo stesso quotidiano aveva pubblicato un articolo sul pestaggio dando la notizia come vera. Vogliamo rispondere nel merito della questione: quotidianamente nelle nostre città assistiamo ad atti di violenza xenofoba e razzista ed in quanto associazione studentesca con principi ben chiari, ci adoperiamo affinché questi fatti non accadano più. Succede qualcosa, ci si sincera sia avvenuto e si prende una posizione, sempre. Questo è quanto i ragazzi di Robin Hood, come tutti gli altri ragazzi che fanno parte della Rete degli Studenti Medi, hanno fatto. La stampa territoriale potrà anche aver montato la questione del Vangelo, ma la chiara connotazione xenofoba e razzista dell’aggressione c’è, e non ci sono insulti o minacce che smetteranno di farcelo pensare. Il clima d’odio e di reciproca intolleranza sta sempre più facilmente sfociando in atti di violenza fisica e verbale che non sono accettabili né su studenti delle scuole superiori né su migranti.

Diamo la piena solidarietà ai ragazzi di Robin Hood, così come tutti gli altri che sono stati coinvolti da “Il Giornale”. Noi continueremo a portare avanti le nostre idee e le nostre attività sui territori, senza farci intimidire.