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Preservativi nelle scuole | Rete degli Studenti Medi

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Preservativi nelle scuole

By 13 Luglio 2010Sessualità

La giunta Zingaretti promuove i distributori nelle scuole, scoppia la polemica
La provincia di Roma promuove i distributori di preservativi nelle scuole (le scuole potranno decidere poi se metterli o no) e scoppia la polemica politica.
Nelle nostre scuole parlare di sesso e di sessualità è ancora un tabù, le ricerche dicono che la generazione che è adesso tra i banchi è la più disinformata sulle forme di prevenzione alla malattie veneree. L’unica fascia di età di donne nelle quali aumentano gli aborti è quella delle under 20.


Allora cosa si aspetta a fare della buona educazione sessuale e all’affettività nelle scuole? Sarebbe meglio che parlare sempre e solo di “bullismo”…

La decisione della giunta Zingaretti di istallare distributori di preservativi nelle scuole non può che trovarci favorevoli. Si tratta di una richiesta che gli studenti e le associazioni studentesche avanzano da anni, perché è risaputo che facilitare l’accesso all’acquisto dei preservativi ha ricadute positive sull’utilizzo di quello che è tutt’oggi, al di la delle visioni ideologiche, lo strumento più efficace contro la diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili.

La decisione della Provincia di Roma è in controtendenza in un Paese in cui a scuola la sessualità rimane un tabù e dove registriamo una recessione sul piano dell’educazione alla sessualità e alla conoscenza del proprio corpo tra gli adolescenti.
I dati parlano di un aumento degli aborti nella ragazze minori di 20 anni e un aumento esponenziale della trasmissione di malattie veneree tra i giovani adolescenti, soprattutto nelle zone periferiche e al sud.

Non è possibile che si siano spesi fiumi di parole sulle questioni del bullismo e della violenza nelle scuole senza che si siano avviati progetti didattici che sappiano affrontare questi problemi nelle loro specificità.
Il ministero dell’istruzione in questi anni ha scelto di spendersi solo su inutili misure anti-bullo che sono culminate nel 5 in condotta che miete in questi giorni le sue vittime.
L’informazione e l’educazione alla sessualità sono state invece abbandonate al residuale lavoro volontaristico delle associazioni degli studenti e dei genitori o delle associazioni che lavorano nel sociale come Arcigay e Arcidonna.

In questo quadro la provincia di Roma sceglie invece di entrare in campo come soggetto istituzionale responsabile: ci auguriamo che l’iniziativa non rimanga isolata e ne faccia seguito un impegno su questi temi da parte di tutti gli enti locali e del ministero dell’Istruzione.

Nelle scuole serve avviare dei percorsi seri di educazione alla sessualità e all’affettività, superando gli steccati ideologici che negli ultimi anni hanno ingessato la questione. Non si può più impedire un approccio scientifico e pedagogico di cui c’è invece l’urgenza.