Educazione Sessuale a Scuola: noi diciamo si!

By 13 Luglio 2010Sessualità

Tra preservativi nelle scuole e ASL impazzite aumentano aborti e malattie tra gli under 20

In questi giorni alcuni episodi di cronaca hanno riacceso il dibattito sull’oppportunità o meno dell’educazione sessuale nelle scuole.
Ad aprire le danze è stata l’iniziativa della provincia di Roma che promuoverà a partire da settembre, la diffusione di distributori automatici di preservativi nelle scuola romane.
Di tutt’altro segno invece la decisione dell’ASL di Milano, che ha deciso di sospendere i corsi di educazione sessuale nelle scuole medie inferiori effettuati da anni da operatori della ASL stessa. I contatti con gli studenti, dice la ASL, dovranno essere mediati dai genitori o dai docenti. Una decisione che ha suscitato la critica degli studenti ma anche delle associazioni dei genitori.

Infine è arrivato l’appello dell’associazione dei ginecologi italiani per un piano nazionale di educazione sessuale nelle scuole. I ginecologi hanno chiesto direttamente al ministro un impegno, a fronte a dati molto preoccupanti: nella popolazione inferiore ai 20 anni stanno aumentando sia il numero di aborti sia la diffusione di malattie sessualemente trasmissibili.

I dati segnalano una vera e propria regressione sull’informazione riguardande i metodi contraccettivi e di difesa dalle malattie veneree, di fronte al quale il governo si è espresso con la voce del sottosegretario alla salute Eugenia Rocella (quella che sosteneva che Eluana Englato era stata assassinata dal padre, tanto per capire il personaggio) che ha dichiarato “l’educazione sessuale la fanno già le famiglie”. Una risposta che rivela un’impostazione ideologica e medievaleggiante, seconda la quale la vita dei figli dipende dai padri, che se non vogliono o hanno paura di informarli sui rischi di un rapporto sessuale possono anche non farlo, e poi cosa importa se più della metà dei rapporti sessuali tra gli adolescenti sono insicuri.

Insicuri, si, è quindi pericolosi e potenzialmente, diciamolo, mortali. Noi crediamo che sia più importante la nostra vita che il rispetto delle tradizioni dell’Alto Medioevo, e ci sembra ampiamente sostenibile la proposta formulata dai ginecologi su un piano nazionale di educazione sessuale nelle scuole. Un’educazione sessuale fatta da personale competente (come quella che veniva fatta a Milano dagli operatori ASL e speriamo venga presto ripristinata) e non viziata da pregiudizi ideologicidi nesun tipo.