Pubblicato il 15/10/2008 – Commenti: 3
LA SCUOLA DELLA GELMINI: TANTE BALLE E POCHI INVESTIMENTI
I provvedimenti del Ministero con cui si è aperto questo primo autunno di mobilitazione sono due decreti legge: il D.L. 112 e il D.L. 137, presentati entrambi a lezioni finite per evitare l’immediata opposizione delle Dietro ai proclami sul diritto allo studio e l’educazione alla cittadinanza è facile vedere quale sia il reale disegno di scuola della Gelmini. Privatizzazione e tagli, come dimostrano i circa 8 miliardi di euro in meno e la trasformazione in fondazioni delle università e i provvedimenti repressivi come il ritorno al voto di condotta determinante per la bocciatura.
Ma quale urgenza?!Un metodo sbagliato e nessun confronto
Il decreto legge (d.l.) è un atto del Governo di forza pari alla legge, previsto dall’art.77 della Costituzione. Può essere adottato solo in casi straordinari di necessità ed urgenza ed ha efficacia immediata. Se non convertito entro 60 giorni dal Parlamento decade: è come se non fosse mai esistito, anche se quei 60 giorni possono bastare per produrre danni che andranno in qualche maniera sanati.
Questo Governo abusa dei decreti d’urgenza per impedire un dibattito democratico in Parlamento, su temi su cui è evidente l’esistenza di una forte opposizione sociale e degli studenti.
Il D.L. 112: le forbici della Gelmini sulla scuola italiana.
I libri di testo
L’art.15 introduce il sistema delle doppie versioni (cartacea e online) sia dell’intero testo che degli aggiornamenti, rendendole obbligatorie dal 2011. E’ propagandato come provvedimento contro il caro-libri, in realtà la spesa si riduce in maniera non consistente, spostando sullo studente il costo della stampa.
I finti finanziamenti alle scuole
L’art.63 un finto finanziamento alle scuole di 200 milioni di euro. Considerati, infatti, i tagli della Finanziaria 2007, pari a 580 milioni, si tratta in realtà di una restituzione parziale di fondi. In realtà la bilancia pende ancora dalla parte dei tagli, con i restanti 380 milioni di euro non restituiti.
La disorganizzazione scolastica
L’art.64 individua una serie di disposizioni sull’organizzazione scolastica che in realtà servono solo a nascondere tagli su tagli alla scuola pubblica, per un ammontare pari 7,832 miliardi di euro.
• -100000 docenti, + 1% rapporto docente/alunni (si passa da X a Y studenti per docente)
• -17% personale ATA, – 43000 posti di lavoro, – Scuole Aperte il pomeriggio
Questo unito ad una ridefinizione dei piani di studio e dei quadri orari degli istituti tecnici e professionali e dei criteri per la formaazione delle classi e la determinazione dei docenti e ATA.
L’abbassamento dell’obbligo scolastico
L’innalzamento dell’obbligo a 16 anni, attuato attraverso la Finanziaria 2006, è di fatto annullato. Sarà infatti possibile assolvere l’obbligo anche scegliendo in terza media di fare due anni di formazione professionale.
Il D.L. 137: Costituzione e Repressione
Cittadinanza, Costituzione e… Statuti Regionali?!?
Il primo articolo, modificato su proposta della Lega Nord per introdurvi anche gli statuti regionali, aggiunge la disciplina “Cittadinanza e Costituzione” per 1 ora alla settimana, senza indicare le risorse, a fronte dei tagli precedenti.
Voto in condotta e riparazioni: si torna indietro di 10 anni.
Lo Statuto degli Studenti sanciva la fine del ricatto della bocciatura contro chi manifestava le proprie opinioni liberamente. Ora il voto di condotta concorrerà alla formazione del giudizio finale e sarà valido ai fini della bocciatura. Inoltre sarà possibile togliere fino a 5 punti di credito scolastico sulla base della condotta e influendo sulla media alla fine dell’anno!!!
Il decreto sposta poi la fine dell’anno scolastico (non delle lezioni) al 9 settembre, incentivando lo slittamento dei corsi e degli esami di riparazione, che finiranno per essere fatti ai margini del nuovo anno, con maggiori complicazioni per chi deve conciliare impegni di studio e di lavoro.
Carta di cittadinanza senza cittadinanza
Già il precedente governo aveva istituito la carta di cittadinanza studentesca “Io studio”. Questa è una rivendicazione storica del movimento studentesco, per ampliare il diritto allo studio con delle agevolazioni sui canali del sapere alternativi alla scuola. Il governo non si preoccupa però né di indicare un piano delle convenzioni, né di includere gli studenti universitari. Per ora è più un proclama che un reale aiuto agli studenti.
In fase di discussione alla Camera è stato aggiunto un articolo (art. 7 bis) riguardante la sicurezza delle scuole.
I finanziamenti previsti sono di molto inferiori al fabbisogno delle scuole. Il sistema dei finanziamenti a pioggia su una questione prioritaria come l’edilizia scolastica sono un metodo inadeguato. Servirebbe invece un’idea chiara dello stato attuale delle scuole e degli interventi da mettere in atto, oltre che di finanziamenti straordinari e ingenti. Ma di tutto questo non c’è traccia.
Il D.L. 137 è in questi giorni in discussione alla 7ª Commissione del Senato (Istruzione pubblica, beni culturali) integrato delle modifiche apportate dalla Camera, che ha votato il Disegno di Legge di conversione del decreto il 9 ottobre.
La votazione finale al Senato, tra il 21 e il 23 ottobre, sarà l’ultimo passaggio necessario a rendere definitivi i provvedimenti, se il decreto verrà “blindato” e non vi saranno ulteriori modifiche.
E non finisce qui….
Le prime indiscrezioni sulla Legge Finanziaria parlano di ulteriori tagli sul funzionamento ordinario delle scuole (attività curriculari, servizi amministrativi). Dunque il calvario per gli studenti e per la scuola pubblica in generale non è ancora finito. Questo non può che rafforzare il nostro impegno per unire gli studenti nella lotta contro il disegno Gelminian-Tremontiano di scuola.
Il nostro Paese continua a rimanere fra gli ultimi di Europa per percentuale di PIL destinata all’istruzione. Il Governo continua a tagliare i finanziamenti.
Mancano completamente investimenti su diritto allo studio, edilizia scolastica e offerta formativa: le vere emergenze del Paese. Ma anche di questo nessuna traccia.
L’unica reale urgenza sembra essere quella di avere strumenti validi per bloccare le crescenti proteste degli studenti e del mondo della scuola. Anni di mobilitazioni per i diritti degli studenti contro la scuola autoritaria, non potranno essere cancellati in tre giorni.
Alice ha scritto:
il 2008-10-19 10:57:00
Rimango sempre più stupita di giorno in giorno dell’ignoranza delle persone.. E questo è uno dei casi più eclatanti dell’ultimo periodo.. La Gelmini propone di “tagliare gli sprechi dell’istruzione” e una massa di consensi si muove a suo favore, troppo pigri per informarsi di cosa stiamo parlando. “Se sono sprechi è giusto che vengano tagliati i fondi”. Ma stiamo scherzando? La Gelmini è veramente convinta che l’Italia che ha una posizione bassissima nella classifica dell’istruzione europea, possa con i suoi tagli diventare più colta?! e come mai in un paese dove si trovano i fondi anche per le stronzate più immense, il badget per l’istruzione, diritto degli studenti, è sempre più limitato?!
Federica ha scritto:
il 2008-10-26 21:07:00
Noi studenti e studentesse di Lanciano siamo a dir poco indignati. Ed è per questo che sono giorni che occupiamo con coscienza i nostri licei: teniamo corsi, approfondimenti culturali completamente gestiti da noi, per dimostrare che noi giovani abbiamo la testa. Noi siamo il futuro di questa Nazione, non delle cifre da tagliare. http://studentiliceoclassicolanciano.blogspot.com
ARIELLA ha scritto:
il 2009-10-07 17:49:00
sONO UNA DIPENDENTE DELLA SCUOLA, PERSONALE ATA, E DEVO DIRE CHE NON SO DOVE ANDIAMO A FINIRE CON I TAGLI DI QUESTO PERSONALE, TROPPO POCHI I COLLABORATORI SCOLASTICI PER UNA SVCUOLA DI QUASI 1.200 ALUNNI -CONSIDERIAMO CHE NON CI SONO SOLO AULE MA ANCHE LABORATORI, CORRIDOI, BAGNI, SCOPERTI DA PULIRE E ANCHE AI DOCENTI BISOGNA FORNIRE UN SERVIZIO A VOLTE DISGUSTOSO PER COME SI COMPORTANO (NON SEI NIENTE IN CONFRONTO A LORO). PER IL PERSONALE DI SEGRETERIA INOLTRE CI SONO SEMPRE PIU’ INCOMBENZE, NON SI ARRIVA MAI A TERMINARE UN LAVORO CHE SEMPRE APPARE QUALC’OSALTRO DI URGENTE DA SISTEMARE, LE PERSONE NON CE LA FANNO PIU A STARE DIETRO A TUTTO IL LAVORO, E SIAMO TROPPO POCHI A DOVER SOPPORTARE UN SERVIZIO TUTT’ALTRO CHE SEMPLICE.TAGLI ALLA SCUOLA E S4EMPRE TAGLI DOVE IL LAVORO C’E E PER PIU PERSONE DI QUANTE SIAMO, PERCHE’ NON TAGLIARE IL PERSONALE DI ALTRE ISTITUZIONI? SERVONO SEMPRE 1000 PARLAMENTARI? CHE FANNO? ALZANO LA MANINA PER DIRE SI O NO? E NELLE REGIONI E PROVINCE QUANTE PERSONE SCALDANO SOLAMENTE LA SEDIA? CHI HA LAVORATO DA PRECARIO MI HA DETTO CHE PREGAVA IL COLLEGA DI LASCIARGLI QUALCOSA DA FARE. COME LA METTIAMO SIGNORI? MA NON POTRESTE GUARDARE UN POCO OLTRE LA SCUOLA, DOVE VERAMENTE SI POTREBBE TAGLIARE E SISTEMARE QUEST’ITALIA CHE GALLEGGIA GRAZIE AI TAGLI DELLA SCUOLA E A QUELLO CHE SI RACCIMOLA PER POI PAGARE CHI NON FA PROOPRIO NULLA E GUADAGNA PIU DI QUELLI CHE VERAMENTE SI CONSUMANO A LAVORARE. ARIELLA-