
Pubblicato il 09/05/2008 - Commenti: 0
9 MAGGIO 1978- 9 MAGGIO 2008: IL RICORDO DELLA NOTTE DELLA REPUBBLICA
Trent’anni fa l’Italia viveva un giorno terribile: veniva ritrovato il corpo di Aldo Moro, assassinato dalle BR, e veniva ucciso Peppino Impastato, colpevole di aver voluto denunciare la mafia siciliana che abitava a cento passi da casa sua. Due avvenimenti separati fra loro, ma uniti dal filo della nostra memoria.
La memoria storica è un nostro impegno costante: siamo certi che ricordare il passato ci aiuti ad essere sentinelle del presente e buoni investitori su di un futuro di pace e giustizia.
Lo abbiamo fatto il 25 aprile, ricordando la Resistenza Partigiana, lo faremo il 23 Maggio, celebrando due grandi uomini, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, lo dobbiamo fare anche il 9 Maggio per ricordare due storie di sangue e paura nell’Italia dei segreti e dei poteri occulti.
Mentre il Paese era dilaniato da conflitti sociali molto forti, la violenza esplodeva, facendo vivere all’Italia la brutta stagione del terrorismo, rosso e nero. Non c’era giorno in cui l’Italia si svegliasse senza morti e feriti da piangere, familiari delle vittime da assistere, attentati da sventare. Non c’era giornalista, politico, opinionista, intellettuale, sindacalista o dirigente che non uscisse di casa la mattina con il pensiero di poterci tornare.
Una guerra silenziosa ai cui figli, la nostra generazione, non sono stati dati abbastanza perché. Troppi fatti senza colpevoli, troppi aspetti rimasti celati, laddove si incontravano i servizi segreti, le mafie, la politica nostrana e quella internazionale.
La nostra Storia nasce lì dove lo Stato si difendeva dagli attacchi del terrorismo e della mafia. La nostra memoria, che spesso comincia da Capaci, si deve spingere a cercare i perché e i come venivano uccisi due uomini a molti chilometri di distanza colpevoli solamente delle proprie idee.
Aldo Moro: presidente della Democrazia Cristiana, padre costituente, fu il principale fautore, insieme a Enrico Berlinguer, del compromesso storico, che doveva dare vita a un governo di unità nazionale con presenza comunista in un momento di grave crisi politica, sociale ed economica, fu sequestrato dalle Brigate Rosse il 16 marzo 1978 e il suo corpo rinvenuto, dopo 55 giorni di straziante prigionia, in Via Caetani, proprio a metà strada fra la sede della DC e quella del PCI. I colpevoli del suo sequestro e della sua prigionia, nonché i suoi assassini, furono tutti catturati e processati. Restano da chiarire troppi aspetti di questa vicenda e del perché si fece così poco per salvare la vita ad Aldo Moro.
Per reperire materiale sul terrorismo in Italia scrivi a info@retedeglistudenti.it
Peppino Impastato: nasce nel 1948 da una famiglia mafiosa di Cinisi, in provincia di Palermo. Ancora ragazzo rompe con il padre e incomincia un’attività politica con vari gruppi di sinistra e antimafiosa. Nel 1976 fonda Radio Aut, una radio libera tramite la quale denuncia il ruolo dei mafiosi siciliani nel trafico internazionale di droga. Nel 1978 si candida alle elezioni comunali. Durante la campagna elettorale, la notte del 9 Maggio, viene legato ai binari della ferrovia e fatto esplodere con il tritolo. La madre e il fratello denunceranno la matrice mafiosa del suo omicidio dando vita, il 9 Maggio 1979, alla prima manifestazione nazionale antimafia della Storia.
Per ulteriori info sulla vita di Peppino Impastato: www.peppinoimpastato.com
La ReDS celebra queste date con assemblee nelle scuole sul terrorismo in Italia e con la partecipazione al corteo di Cinisi, il 9 maggio.