Pavia: Vescovo Sanguineti fa propaganda omofobica all’Ipsia

Vescovo Pavia dichiarazioni omofobe

Lo scorso 7 marzo il vescovo di Pavia Corrado Sanguineti ha incontrato all’interno del ciclo di conferenze “L’Ipsia incontra le istituzioni” circa un centinaio di studenti dell’Ipsia L. Cremona dove ha fatto diverse dichiarazioni e riflessioni omofobe. Il vescovo ha parlato dell’omosessualità come una tendenza che “è qualcosa di disordinato rispetto all’ordine della natura”.

Ha poi spiegato che “ci sono anche degli omosessuali cristiani che cercano di dire: sono in questa condizione, non la voglio, cerco di non assecondare questo orientamento e di non dargli una stabilità sessuale; è una fatica ma ci sono degli omosessuali cristiani che fanno delle scelte che li rendono contenti“.

Parole pesanti che fanno pensare alle teorie riparative, veri e propri strumenti di tortura che hanno colpito migliaia di persone LGBTI. Ancor più gravi se pensiamo che sono state proferite davanti ad un pubblico di adolescenti dal massimo rappresentante della chiesa pavese, parole violente che nulla hanno a che vedere con il messaggio di amore di cui la chiesa dovrebbe essere portatrice. A differenza il predecessore di Sanguinetti, Giovanni Giudici, in passato aveva lanciato numerosi messaggi di apertura, anche alla comunità LGBTI.

Come Rete degli Studenti Medi di Pavia condanniamo queste frasi violente e omofobe, parole come queste verso gli studenti non solo portano a disagio alle persone LGBTI ma anzi legittimano ancora di più i casi di omobullismo all’interno delle nostre scuole. “Da anni combattiamo – dichiara Stefano Fornasari della Rete degli Studenti Medi Pavia – per una scuola aperta e inclusiva, una scuola di tutti e per tutti, invece l’Ipsia L.Cremona con questo evento ha contribuito a diffondere una cultura dell’odio verso il diverso, tacciato di essere contro natura, cosa ancor più grave perché tutto questo è successo all’interno di una scuola statale che dovrebbe essere laica.”

“Auspichiamo in un intervento delle istituzioni – prosegue Fornasari – e invitiamo il reggente Dario Codegoni, preside dell’ITS Taramelli, a favorire all’interno della scuola lo sviluppo di una cultura laica, aperta e libera, costruendo percorsi come le lezioni realizzate dal gruppo scuola di Arcigay Pavia Coming Aut, che da anni porta all’interno delle scuole pavesi una cultura contro ogni discriminazione”.

“Non è accettabile – commenta Giammarco Manfreda, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi – che all’interno delle nostre scuole ci sia chi viene a scagliare parole di odio, esclusione e isolamento. Non possiamo accettare che all’interno delle nostre scuole ci sia chi viene a predicare parole di odio, esclusione e repressione del proprio essere. Sopratutto quando ciò avviene da parte di un’autorità della chiesa cattolica, in una scuola pubblica che prima di tutto dovrebbe essere laica. Dire a dei ragazzi che stanno vivendo una fase fondamentale per la scoperta e l’accettazione di sè come l’adolescenza che, in quanto omosessuali, non saranno mai felici è gravissimo! Servono spiegazioni sul come è stato reso possibile simile scempio”.

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