A Macerata e in tutte le piazze antifasciste, ci saremo.

A Macerata ci saremo

A Macerata ci saremo.

Ci saremo, anche se non abbiamo condiviso le scelte e le modalità di chi in questi giorni ha quasi “privatizzato” l’organizzazione e la gestione della piazza, di chi ha vantato una paternità esclusiva in tema di antifascismo. In questo momento storico l’unità del fronte antifascista dovrebbe essere un elemento imprescindibile, per cui è necessario e doveroso lavorare.

Ci saremo perché crediamo che sia urgente dare una risposta immediata e collettiva all’attentato fascista, all’insostenibile coro giustificazionista che ne è seguito e al tentativo di mettere sullo stesso piano il confronto tra ciò che è legittimo e ciò che invece è illegittimo, tra il popolo antifascista democratico e i tifosi di un aspirante stragista. Ci saremo, come sempre con spirito non violento, con la convinzione che in questo momento sia imprescindibile manifestare l’antifascismo.

Crediamo che l’indifferenza sarebbe la nostra più grave colpa e che quindi bisogna essere ancora una volta Partigiani.

Viviamo una fase storica drammatica, in cui il centrodestra è sempre più a trazione nazionalista, xenofoba e razzista. Un centrodestra che oscilla tra la difesa della tentata strage di Traini e la mistificazione della realtà, derubricando quanto accaduto alla follia di un singolo. Il tutto mentre nel resto del paese crescono e diventano quotidiani attacchi fascisti di ogni tipo, messi in atto da forze come Casa Pound e Forza Nuova.

Nel frattempo, da un lato il M5S, la prima forza politica del paese, rinuncia alle proprie responsabilità nascondendosi di fronte a quello che ritiene un tema scomodo da affrontare in campagna elettorale, dall’altro il centrosinistra e la sinistra tentennano, in balia degli eventi, incapaci di costruire un vero argine democratico, una coscienza collettiva in difesa della nostra Costituzione nata dal sangue antifascista. Il fascismo sta tornando, in un clima di sdoganamento che presto diventerà legittimazione vera e propria.

Le dichiarazioni del sindaco di Macerata mettono sullo stesso piano i fascisti e gli antifascisti, dando il senso di quanto si stia perdendo la bussola in questa fase storica così agitata e pericolosa per il Paese: è sbagliato, dannoso e controproducente normalizzare quanto accaduto, pensare che la migliore risposta sia il silenzio.

Riteniamo inoltre gravissime le dichiarazioni del Prefetto e del Ministro Minniti che non fanno altro che inasprire il clima già abbastanza carico di tensione: dopo che per giorni si è lasciato spazio e agibilità a chi dichiaratamente si colloca fuori dagli spazi costituzionali, come Casapound e Forza Nuova, non si può negare a chi invece vuole manifestare per una società diversa, solidale e inclusiva, la possibilità di scendere in piazza.

Pertanto chiediamo con forza al Prefetto e al Ministro dell’Interno di far svolgere la manifestazione senza impedimenti. In anni passati sarebbe stato il minimo da cui ripartire la mattina dopo l’accaduto, o forse il giorno stesso.

La risposta antifascista, che purtroppo arriva molto debole da parte della politica, se non addirittura assente, resta invece l’ultimo baluardo di civiltà, ed è vergognoso che venga ricondotto a un problema di ordine pubblico.

Ieri la prefettura ha minacciato in un comunicato di vietare ogni manifestazione, compresa quella antifascista, nel caso in cui non venga annullata. Si tratta, di un colpo di mano inaccettabile da parte di chi si nasconde dietro la difesa della tranquillità della città per non assumersi le proprie responsabilità. Le forze e i partiti fascisti invece, oltre a essere un chiaro attacco alla vita democratica, sono illegali e vanno sciolti, sono gli unici a dover essere criminalizzati.

Le parole in questi contesti sono assai importanti, vanno pesate. A Macerata non si è trattato del gesto di un folle, ma dell’attuazione di un piano omicida fascista. Non si è trattato di giustizia privata e la sparatoria non può essere relegata nel capitolo cronaca nera, è stato un attentato di matrice politica: i ragazzi di colore colpiti non avevano nulla a che fare con quanto successo nei giorni prima. Si è trattato di un attentato di matrice razzista e fascista. Non possiamo e non dobbiamo far finta di non vedere.

Per questo riteniamo ancora più importante mobilitarci ed esprimerci chiaramente in difesa dell’antifascismo, che non può e non deve essere relegato ai libri di storia, agli appelli e ai post sui social, ma deve essere praticato ogni giorno e in ogni occasione. La società e la politica devono dare una risposta di netta contrarietà, senza ambiguità, ai fascismi e a qualsiasi forma di violenza razzista. Abbiamo il dovere di riconoscere e combattere questi rigurgiti, che ormai mettono in pericolo non solo i principi della democrazia e della nostra Costituzione, ma anche la vita delle persone (come i recenti fatti di Macerata, le marce nere e le numerose aggressioni squadriste, ad esempio a Pavia pochi giorni fa, ci dimostrano).

Per questo a Macerata, come in ogni altra piazza antifascista, ci saremo!

 



  

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