Respinte le proposte degli studenti per la legge di bilancio al Senato

Respinte proposte al Senato

Sono stati resi noti oggi gli emendamenti approvati e respinti alla Legge di Bilancio in esame al Senato. Abbiamo dovuto constatatare come purtroppo le proposte delle decine di migliaia di studentesse e studenti che il 13 ottobre e il 17 novembre sono scesi nelle piazze di tutta Italia non sono state ascoltate.

Giammarco Manfreda, Coordinatore Nazionale della Rete degli Studenti Medi, dichiara:” Ancora una volta le proposte chiare e concrete che hanno caratterizzato le mobilitazioni studentesche di questo autunno sono passate in sordina nelle stanze del Parlamento. Avevamo portato avanti una proposta che vedesse l’eliminazione del Bonus Cultura, una misura da noi considerata inutile per rispondere al problema dell’accesso alla cultura e soprattutto fortemente divisiva e iniqua, per destinare i fondi previsti per la misura sul Fondo Nazionale per il Diritto Allo Studio e i Welfare studentesco, istituito al fine di prevedere agevolazioni sia sul piano dell’istruzione che su quello della cultura, e farlo crescere così di 290 milioni. La proposta che parallelamente stavamo portando avanti, che prevedeva lo spostamento del disavanzo di 115 milioni di euro del Bonus sul diritto allo studio è stata inconsciamente rigettata, così come quella dell’introduzione di una fasciazione ISEE per l’attribuzione del Bonus che avrebbe contribuito a rendere la manovra quantomeno più equa. Il Governo deve rendersi conto che sta bloccando il futuro di milioni di giovani studenti che chiedono da anni un’istruzione gratuita e di qualità.”

“Sul dibattutissimo versante dell’Alternanza Scuola Lavoro- Prosegue Manfreda-” Avevamo chiesto una cosa semplice quanto decisiva per iniziare un’inversione di rotta e imprimere un modello chiaro: l’abolizione delle detrazioni fiscali per le aziende che avrebbero assunto studenti che avessero svolto almeno il 30% delle ore di Alternanza presso quel determinato ente privato. Permettere un’agevolazione del genere vuol dire avallare l’idea che l’alternanza scuola lavoro sia uno strumento di politica attiva del lavoro, uno strumento utile al tema dell’occupazione e non a quello dell’occupabilità e quindi la vera e propria formazione e lo sviluppo delle competenze trasversali, inserite in un contesto che deve rimanere puramente didattico, che altro non è che la vera natura dell’Alternanza scuola lavoro. Se da un lato in questi giorni stiamo portando avanti delle discussioni proficue con il Ministero che hanno l’obiettivo di rimettere in chiaro, senza equivoci, cosa l’alternanza dev’essere e cosa invece non può definirsi alternanza, questa mossa del Governo non farebbe altro che rendere vano il lavoro di contrattazione e concertazione che gli addetti ai lavori stanno producendo per tutelare i diritti delle studentesse e degli studenti.”

Commenti