A rimanere indietro sono i più poveri, serve investimento in Diritto allo Studio

Foto di Riccardo Venturi per Save the Children
Il rapporto “Lettera alla scuola”, presentato oggi in anteprima da Save the Children, ci mostra una situazione drammatica: nelle scuole italiane caratterizzate da un indice socio-economico e culturale più basso, il tasso di studenti costretti a ripetere l’anno scolastico è sei volte maggiore rispetto a quello delle scuole in cui gli studenti provengono da contesti più favorevoli. Inoltre, ogni anno più di 130 mila ragazzi sono a rischio dispersione scolastica, con i picchi più alti di abbandoni registrati al Sud del Paese. In Italia le condizioni socio economiche influiscono sul successo formativo in maniera molto più incisiva rispetto alla media dei Paesi Ocse, e, di pari passo con l’accesso all’istruzione, per gli studenti più poveri diventa sempre più difficoltoso anche l’accesso alla cultura.

 

Dichiara Giammarco Manfreda, Coordinatore della Rete degli Studenti Medi: “Questa condizione è inaccettabile, e lo denunciamo da tempo: non è più possibile mettere deroghe sugli investimenti sul diritto allo studio. La scuola deve essere il luogo in cui si eliminano le disuguaglianze e si costruiscono per tutti le condizioni per raggiungere il successo formativo e per realizzarsi nella vita. È scandaloso che, invece, le nostre scuole stiano diventando i luoghi in cui la provenienza pesa di più e condiziona le vite dei giovani negli anni più importanti per la loro formazione. Di più: chi è escluso dall’accesso all’istruzione trova sempre più difficoltà nell’accedere alla cultura, e come abbiamo detto fin da subito, non può essere un bonus elargito a pioggia a risollevare una situazione a tal punto drammatica. Chi oggi viene escluso dal sistema formativo avrà poche o nulle speranze domani, all’interno della società e di un mondo del lavoro che richiede sempre più competenze. Stiamo andando verso l’affermazione di una società sempre più diseguale, in cui chi parte svantaggiato non ha possibilità di recuperare. Dobbiamo opporci fermamente a questa deriva e non solo: dobbiamo ripensare la scuola nel suo complesso, dai programmi, alle metodologie didattiche, alla valutazione, perchè abbiamo bisogno di un sistema scolastico capace di trasmettere competenze valorizzando le inclinazioni personali e le diversità. Non ce lo chiede solo il buon senso, ce lo chiedono i tempi. Bisogna investire sul Diritto allo Studio, quindi, a partire da questa Legge di Bilancio.”

 

Il 17 novembre, in occasione della Giornata Internazionale dello Studente, ci mobiliteremo nelle piazze, nelle scuole e nelle università di tutto il Paese per chiedere più finanziamenti dedicati all’istruzione nella Legge di Bilancio. Scuola e Università sono In Rosso e serve un piano di investimenti mirati per garantire l’accesso all’istruzione e la qualità dei percorsi formativi, anche rispetto al collegamento tra mondo della scuola e mondo del lavoro.

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