Imperia: crollata una finestra all’ITIS Galilei, il 13 ottobre in piazza!

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Anno nuovo, ma la situazione scolastica rimane sempre la stessa: il degrado dei nostri edifici non è andato in vacanza, o quanto meno è tornato sui banchi insieme a noi. Anzi, più che sui banchi, proprio addosso: questa mattina è crollata una finestra sopra a uno studente dell’ITIS G.Galilei, che l’aveva appena toccata.

“Non è un evento accettabile – dichiara Gabriele Piana, coordinatore della Rete degli Studenti Medi Imperia – soprattutto dopo la mobilitazione dello scorso inverno: a dicembre erano molti i ragazzi che sono scesi per le strade della nostra città con noi per denunciare questa situazione invivibile e credevamo di avere, finalmente, intrapreso la via verso un dialogo produttivo con l’amministrazione provinciale. A quanto pare, però, le finestre sono fatte dello stesso materiale di cui sono fatte le promesse: non abbiamo più bisogno di parole al vento, vogliamo fatti solidi come il cemento armato.”

Anche per questo saremo in piazza il 13 di ottobre, nella mobilitazione studentesca nazionale organizzata dalla Rete degli Studenti Medi: dobbiamo ricostruire la nostra scuola dalle fondamenta, architettonicamente e istituzionalmente parlando.

“L’attuale situazione dell’edilizia scolastica sul livello nazionale è quanto mai confusa. Il Ministero sta provvedendo allo stanziamento di parecchi milioni di euro negli ultimi mesi ma una mancata programmazione reale rispetto alla destinazione di questi fondi rischia di rendere vano qualsiasi tentativo di risanamento delle condizioni strutturali delle nostre scuole – dichiara Giammarco Manfreda, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi – Dopo la riforma Delrio gli enti locali che hanno in capo la competenza rispetto alla manutenzione e la gestione degli edifici scolastici, cioè le provincie, sono state private di qualsiasi tipo di autonomia economica e in parte politica nella gestione diretta degli interventi. I fondi che il Ministero destina alle Regioni rischiano di andare perduti a causa di una modalità di assegnazione che garantisce tutto fuorché la capacità di intervenire per risolvere le situazioni più gravi ed emergenziali. Chiediamo quindi al Ministero di istituire le anagrafi sull’edilizia in tutte le Regioni del nostro Paese, così da aggiornare l’anagrafe nazionale, che consideriamo sicuramente un passo in avanti, e stabilire un piano pluriennale di finanziamenti strutturali per arrivare il prima possibile ad una situazione di normalità e sicurezza delle nostre strutture”

“Senza dubbio un ritorno col botto – conclude Gabriele – o meglio, con la botta: ma quando diciamo di volere una scuola che ci apra la mente, non intendiamo il senso letterale del termine. Si riprende da dove abbiamo lasciato e non saranno di certo tre mesi al mare a infiacchirci e a farci dimenticare di lottare per ciò che ci spetta di diritto. Meno che mai dopo un promemoria del genere!”

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