Test d’ingresso 2017 al via con Medicina e Odontoiatria: pronti a raccogliere segnalazioni

Test d’ingresso 2017: pronti a raccogliere segnalazioni. Dopo la sentenza su Milano effetto domino nelle università italiane.
Il MIUR elimini la Legge 264/99 e si torni al libero accesso.

Anche quest’anno si ripeterà la lotteria dei test. Migliaia di studenti saranno costretti a parteciparvi per poter accedere al corso di studi scelto per il proprio futuro. Si inizia il 5 settembre con Medicina e Odontoiatria, a seguire nei giorni successivi Medicina veterinaria e Architettura, prima di chiudere il 13 e 14 con Professioni Sanitarie e Medicina in lingua inglese. Un test che si riveste di un’attenzione particolare dopo la recente sentenza del TAR Lazio che ha dichiarato illegittimo il numero chiuso nella facoltà di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Milano, sentenza che rischia di creare un effetto domino in tutte le università italiane.

Anche quest’anno saremo presenti all’ingresso delle Università per distribuire la nostra Guida al Test sicuro. Al suo interno è indicato tutto ciò che deve accadere affinché il test si svolga in maniera regolare. Siamo poi pronti a raccogliere ogni segnalazione di irregolarità all’indirizzo mail: ricorsi@unionedegliuniversitari.it

Dichiara Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari: “La sentenza del TAR sulla statale di Milano è un risultato storico. E’ una sentenza che può determinare un effetto domino su tutte le università italiane, e che potrà avere un grandissimo impatto se si considera la diffusione dei numeri programmati locali in Italia. Per questo stiamo già preparando istanze di autotutela da presentare in vari atenei. Ma questo per noi rappresenta solo l’inizio: ora è necessario abrogare la legge 264/99, per eliminare definitivamente il numero chiuso tanto a livello locale quanto a livello nazionale. Medicina è ovviamente il caso più significativo, per l’altissimo numero di studenti che ogni anno tentano il test e per la peculiarità dell’intero percorso, visto che gli aspiranti medici si troveranno ad affrontare anche l’imbuto dell’accesso alle scuole di specializzazione. Ma i problemi del numero chiuso non si esauriscono solo con medicina: quasi la metà dei corsi in Italia presenta barriere all’accesso, e da anni affrontiamo le storture dei singoli test. Solo qualche mese fa, ad esempio, abbiamo presentato un esposto all’ANAC perché nel test di medicina dell’anno scorso erano presenti oltre 50 domande copiate dai libri di preparazione al test stesso. Si tratta di un sistema che fa acqua da tutte le parti, è necessario intervenire alla radice del problema”.

Continua Giammarco Manfreda, coordinatore nazionale della Rete degli studenti medi: “La sentenza di Milano rappresenta sicuramente un importante spiraglio di speranza per il futuro di tanti studenti che hanno appena concluso o stanno per concludere le scuole superiori. Non possiamo che sostenere la richiesta dell’UDU di eliminare la legge 264: in un paese in cui il diritto allo studio è messo in discussione ad ogni livello, in cui il tasso di passaggio all’università è troppo basso e in cui investire nell’istruzione non è più una priorità delle famiglie, garantire realmente la possibilità di proseguire gli studi secondo i propri desideri ed aspettative, non può che essere una nostra priorità. Chiediamo al Ministero di affrontare questo tema seriamente, partendo dal presupposto che bisogna pensare a scuola e università come due percorsi non distinti bensì in continuità e trattando ovviamente anche il tema dell’orientamento universitario, ad oggi praticamente inesistente”.

Conclude Marchetti: “Oggi più che mai, ribadiamo che il Ministero non può più limitarsi a correggere pezzi di normativa per sanare l’irregolarità emersa di volta in volta. A partire dall’abolizione del numero chiuso, c’è bisogno di ridisegnare un sistema universitario che sia veramente inclusivo ed accessibile. Servono finanziamenti consistenti, serve rivedere le logiche di distribuzione delle risorse, serve investire nel diritto allo studio, e serve farlo coinvolgendo gli studenti.”

Commenti