Bonus Cultura non raggiunge obiettivi | quei soldi utili in Diritto allo Studio

Il 30 giugno, dopo che il decreto Milleproroghe ha rimandato la data di 6 mesi, è scaduta la possibilità da parte dei giovani del ’98 di potersi iscrivere alla piattaforma 18app ed ottenere l’identità digitale, indispensabile all’utilizzo del bonus cultura dei 500 €.

“I dati parlano chiaro – afferma Giammarco Manfreda, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi – il progetto continua a presentarsi fallito anche negli obiettivi. Pur con 6 mesi di proroga, il numero degli iscritti alla piattaforma risulta pari al 61% degli aventi diritto. Inoltre, secondo i dati ufficiali, la spesa totale attuale risulta essere di 67 milioni di euro circa, rispetto ai 292 milioni messi nella Legge di Bilancio 2015.”

” Abbiamo da sempre criticato l’impianto della manovra, pur condividendo la necessità di rendere la cultura in Italia un patrimonio di tutti e non di pochi, di pensarla come una modalità di formazione e di crescita delle nuove generazioni. Siamo stati contrari di fronte ad una manovra che non teneva di conto delle condizioni di partenza dei tanti ragazzi, ma soprattutto della limitatezza di una riforma che prova a rendere agevolato l’accesso alla cultura per un anno e mezzo solare, rendendola di fatto una mancia tutt’altro che risolutiva del problema. “

Conclude Manfreda: “Mancano ancora altri 6 mesi affinché i 98 utilizzino il buono a loro disposizione, ma oggi rimangono inutilizzati 225 milioni di euro e di sicuro, per il mancato raggiungimento dei 100% degli iscritti, 112 milioni lo saranno anche alla fine dell’anno. Avevamo già chiesto che il disavanzo venisse vincolato per ampliare il Fondo Unico per il Welfare dello studente e il Diritto allo Studio, che ad oggi ha a disposizione solo 30 milioni di euro a fronte di una platea di riferimento che è 5 volte quella del bonus cultura.
Oltre che convinti che lo Stato dovrebbe investire in primis in manovre che tendono a ricercare l’equità sociale ( come il diritto allo studio ) e non in finanziamenti a pioggia, che la differenza tra i capitoli di spesa sulle voci sia profondamente imbarazzante in un paese dove le diseguaglianze aumentano, vogliamo che il Governo e il MIBACT siano da subito chiari sul reinvestimento di questi fondi e che sia privilegiato il loro utilizzo per il diritto allo studio. Inoltre risulta evidente riaprire una discussione sull’argomento per evitare che questa manovra fallimentare sia riproposta nella Legge di Bilancio 2017 ” .

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