Pisa: al Dini l’Alternanza si fa solo d’estate, gli studenti si riuniscono in assemblea!

Si è svolta questa mattina al liceo Dini di Pisa un’assemblea di istituto in merito per confrontarsi sull’alternanza scuola lavoro. La discussione sul tema nasce tra gli studenti in seguito alla decisione di una commissione composta da soli docenti della stessa scuola di proporre agli studenti percorsi di alternanza scuola lavoro disponibili esclusivamente in estate. La decisione presa dai docenti perché “lo scopo principale degli studenti è studiare, non fare alternanza” a detta dei professori, non ha visto la partecipazione di alcuna rappresentanza studentesca e compromette il diritto degli studenti a godere delle vacanze estive, oltre a contraddire il d.lgs: nella legge 53/2003 al D.lgs. 77/2005 l’alternanza è definita come “metodologia didattica” e “modalità formativa“, basata sull’alternanza di periodi di apprendimento realizzati a scuola con periodi realizzati in contesti lavorativi, coerente con il profilo educativo culturale e professionale del percorso di istruzione dello studente.

Oggi gli studenti si sono trovati in assemblea per discuterne, analizzarne le criticità e cercare una soluzione.

Come Rete degli Studenti Medi Pisa, chiediamo l’istituzione di una commissione paritetica, composta da docenti, studenti e dal dirigente scolastico che abbia come fine l’analisi dei percorsi di Alternanza Scuola lavoro valutandone di volta in volta la funzionalità e la pertinenza rispetto ai percorsi didattici degli studenti in base alle offerte pervenute alla scuola. La partecipazione degli studenti a una tale commissione permetterebbe agli studenti di esprimersi, evitando che la scuola proponga e selezioni enti che ospitano gli studenti soltanto d’estate. Ancora oggi infatti, a più di un anno dall’approvazione della Legge 107/2015 e dalla conseguente obbligatorietà dell’Alternanza Scuola Lavoro, le esperienze offerteci non sono assolutamente in linea con i nostri percorsi formativi. Crediamo che l’Alternanza Scuola Lavoro possa essere uno strumento di didattica alternativa, che metta in relazione il mondo dell’istruzione scolastica a quello del lavoro senza però dimenticare che questa non può essere utilizzata a fini occupazionali ma deve mantenere lo scopo didattico per cui è stata pensata.

Riteniamo fondamentale che ci debbano essere degli organi che tutelino gli studenti sui percorsi di alternanza scuola-lavoro, perché l’obbligatorietà dell’alternanza è stata realizzata senza offrire strumenti alle scuole e agli studenti. I rischi sono evidenti e riguardano le scuole, molte delle quali sono impreparate a progettare e realizzare impegnative esperienze di apprendimento in alternanza scuola lavoro per tutti gli studenti dell’ultimo triennio della secondaria superiore. Le imprese poco disponibili a collaborare con le scuole e raramente dotate di capacità formativa sono un problema. Non sono state istituite, inoltre, procedure di individuazione delle imprese idonee all’alternanza. La legge 107 aveva fatto ben sperare istituendo un Registro nazionale nell’ambito del quale i Dirigenti Scolastici individuano le imprese e gli enti pubblici e privati disponibili per i percorsi di alternanza. La Guida Operativa, però, considera l’appartenenza al Registro una mera dichiarazione di disponibilità da parte delle imprese e degli enti, cui non è richiesto alcun requisito minimo di capacità formativa. Non solo, è tale il timore di non trovare strutture ospitanti sufficienti per tutte le scuole, da spingere il Ministero ad affermare che il Dirigente Scolastico può stipulare le convenzioni per l’alternanza anche con imprese o enti non presenti nel Registro. Sono quindi evidenti i rischi di esperienze di alternanza dequalificate con imprese prive di capacità formativa oppure di finzioni per assolvimenti formali dell’obbligo. L’alternanza nei periodi estivi ha maggiori rischi di utilizzo degli studenti come manodopera gratuita da parte delle strutture ospitanti. In più, molti studenti svolgono attività lavorative durante l’estate, andando a intaccare con i percorsi di alternanza, creerebbe un danno economico a molte famiglie.

Aggiunge Matilde Vistoli, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi Pisa: “Venire a conoscenza dello svolgersi esclusivamente estivo dei percorsi di Alternanza Scuola-Lavoro presso il Liceo Dini non può che farci riflettere sulla natura della Legge 107/2015 e sulla sua applicazione. A partire dall’assenza di dialogo che come studenti abbiamo subito, prima nel corso di approvazione della legge da parte del Governo, e adesso da parte dei professori, questa mancata volontà di confrontarsi con la componente studentesca è illegittima e ingiustificabile, considerato che le decisioni prese ricadono unicamente su di noi. Ci sembra pertanto necessario costituire una commissione paritetica per permettere il coinvolgimento degli studenti nei processi decisionali che li riguardano. Infatti è solo per scelta dei professori che agli studenti del Liceo Dini vengono proposti percorsi di Alternanza durante il periodo estivo. Viene da chiedersi come possa essere definita “alternanza scuola-lavoro”, dal momento che le due attività si svolgono in autonomia l’una dall’altra, svuotando di significato didattico la riforma e trasformandola in occasione di sfruttamento. In qualità di Sindacato Studentesco, ci impegniamo per un’Alternanza realmente formativa e nel rispetto dei diritti dello studente lavorando sul territorio, ma anche a livello nazionale. Abbiamo aperto da poco una piattaforma online (http://www.vogliamodiritti.it/) della nostra campagna “Vogliamo Diritti”, nella quale trovare le nostre proposte al riguardo, e sul sito “alternanzagiusta.it”  abbiamo messo a disposizione degli studenti un questionario nell’ottica di un monitoraggio a livello nazionale, una guida e un numero verde. Nonostante i mesi di mobilitazione per evitare l’attuazione della Legge 107/2015, non ci sono stati riscontri e questa è diventata realtà. Oltre a questo non possiamo sopportare che gli studenti si vedano proporre percorsi non idonei, nell’ottica dello sfruttamento e della disorganizzazione. È il momento di rivendicare un’alternanza pensata per gli studenti e realizzata come forma di didattica alternativa, dobbiamo costruire l’alternanza giusta e smettere di subirla.”.

Rete degli Studenti Medi condanna gli avvenimenti del Dini, a fronte di quello che è stato deciso oggi, speriamo che le condizioni degli studenti migliorino, rimarremo attivi per assicurarci che ciò avvenga.

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